Il Tirreno

Prato

Piazza Duomo canta e ride con Elio e le storie tese - Foto

di Paolo Nencioni
Elio sul palco di piazza Duomo insieme a Mangoni (foto Batavia)
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Elio sul palco di piazza Duomo insieme a Mangoni (foto Batavia)

Una carrellata di classici nel quinto concerto di Settembre Prato è spettacolo. E un architetto Mangoni in splendida forma

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PRATO. Il segreto di Elio non sono le storie tese, ma la sua innata capacità di entrare in sintonia con la sua gente dalla prima all'ultima nota, dalla prima all'ultima strofa. E il miracolo si è ripetuto anche ieri sera in piazza Duomo, davanti ai tanti che pure lo ascoltavano per la quinta, la decima o la ventesima volta. Un pubblico di affezionati che conoscono a memoria le canzoni vecchie e quelle nuove di Elio e le storie tese, nel quinto concerto del cartellone di Settembre Prato è spettacolo.

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I ragazzi che studiavano al Liceo scientifico Einstein di Milano alla fine degli anni Settanta ora hanno i capelli bianchi, ma in fondo sono ancora ragazzi, e continuano a divertirsi quando salgono sul palco, Elio per primo, probabilmente anche qui, in una sera di fine estate a Prato, piuttosto che nella giuria di X Factor.

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Da "Servi della gleba" a "Tapparella", la festa delle medie col mantra di "forza panino" dedicata al compianto Feiez, gli Elii, pur orfani di Rocco Tanica, non si sono fatti mancare niente in quasi due ore di esibizione ritmata da cori e battimani dei fans. Ma un concerto di Elio non è mai solo un concerto, è un pretesto per farsi due risate, una ricreazione tra due lezioni noiose, un tuffo nel demenziale ricercato. Tanto che alla fine la vera star è come spesso capita l'architetto Mangoni, il giullare di corte pronto a qualsiasi travestimento e allo sbraco senza limiti che fa andare in estasi quelli delle prime file.

E dunque, anche senza Rocco Tanica alle tastiere (Elio ha spiegato che ora preferisce passare le serate con la zia, una ventiseienne bielorussa...), sostituito da un convincente Carmelo, alla fine lo spettacolo funziona proprio perché quei ragazzi attempati continuano ancora a divertirsi.

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