Il Tirreno

Prato

Settimana di studi: "Il prezzo delle cose in età preindustriale"


Nella foto: inaugurazione della prima Settimana di Studi, nel 1968. Da sinistra: Giacomo Devoto, Rettore dell’Università di Firenze; Fernand Braudel, Presidente del Comitato Scientifico del Centro, Mauro Ribelli, rappresentante del Comune di Prato, Giuseppe Bigagli, rappresentante della Azienda Autonoma di Turismo di Prato; Federigo Melis, Vicepresidente del Comitato Scientifico
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Nella foto: inaugurazione della prima Settimana di Studi, nel 1968. Da sinistra: Giacomo Devoto, Rettore dell’Università di Firenze; Fernand Braudel, Presidente del Comitato Scientifico del Centro, Mauro Ribelli, rappresentante del Comune di Prato, Giuseppe Bigagli, rappresentante della Azienda Autonoma di Turismo di Prato; Federigo Melis, Vicepresidente del Comitato Scientifico

Prato, domenica 8 l'inaugurazione nel consiglio comunale del seminario organizzato dall'Istituto internazionale di storia economica F. Datini

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PRATO. Si inaugura domenica 8 maggio, nella sala maggiore del Palazzo Comunale, la XLVIII Settimana di Studi organizzata dalla Fondazione Istituto Internazionale di Storia Economica “F. Datini”, e che avrà per tema “I prezzi delle cose nell’età preindustriale”.

La dinamica dei prezzi è uno degli argomenti classici della storia economica. L’attenzione per questo tema fu particolarmente viva a partire dagli anni Trenta del Novecento, in tutti i paesi europei. I materiali raccolti e pubblicati a quell’epoca continuano a costituire una base documentaria importante per ogni ricerca sull’andamento economico delle economie pre-industriali. L’interesse per i prezzi, ridottosi dagli anni Settanta agli anni Novanta, è ripreso, tuttavia, negli ultimi quindici-venti anni come conseguenza della rinnovata attenzione per il tema della crescita e per i cambiamenti di lungo periodo nelle economie del passato. Il confronto fra i livelli di sviluppo di economie diverse, come quella europea e quella asiatica, insieme con l’uso di strumenti statistici più avanzati nel campo della storia economica, ha rafforzato l’interesse per l’argomento, anche alla luce delle problematiche legate ai meccanismi di inflazione e deflazione e ai problemi ad essi collegati.

Dopo i saluti del sindaco e del presidente dell’Istituto, avrà luogo la prolusione al convegno, tenuta dal prof. Paolo Malanima, dell’Università Magna Grecia di Catanzaro: “I prezzi delle cose: ieri e oggi”.

Alla inaugurazione parteciperà anche il Rettore dell’Università di Firenze.

In occasione della inaugurazione, sarà anche presentata e messa in linea la mostra Fernand Braudel, l’Istituto Datini e Prato 1954-1985

Il 27 novembre 1985 moriva Fernand Braudel, forse il più grande storico del secolo scorso, che è stato anche il primo presidente del Comitato scientifico del Datini. Nel trentennale della scomparsa, la Fondazione Datini ha messo mano a questa mostra virtuale, che da domenica prossima sarà liberamente consultabile online.

Per la preparazione dei testi sono state utilizzate quasi quattrocento missive, una quarantina di verbali del Consiglio Direttivo, biglietti, telegrammi, articoli di giornale, comunicati ANSA, depliants, numerosissime fotografie, che a volte parlano più delle parole: una ricca documentazione conservata nell’Archivio Melis e in quello dell’Istituto.

La mostra si sviluppa lungo tre principali linee:

Fernand Braudel e Federigo Melis, storia di amicizia e passione comune

Fernand Braudel e l’Istituto Datini

Fernand Braudel e Prato.

La folta corrispondenza fra Federigo Melis e Fernand Braudel ne fa i principali protagonisti di questo racconto. Le missive che i due studiosi si scambiarono svelano molti aspetti della personalità e degli intenti dello storico francese. Ci limitiamo a ricordare il tentativo, riuscito anche grazie all’istituzione che presiedeva, di aprire la ricerca, e non solo quella francese, a orizzonti più ampi. Le carte della mostra ci restituiscono uno studioso consapevole del suo prestigio internazionale, ma anche conscio che l’Istituto Datini gli offriva la presidenza di un Comitato scientifico di altissimo livello internazionale.

Accanto a questi aspetti, gli scambi epistolari ci offrono i tratti di un uomo che, pur maturo, era capace di stupirsi e rallegrarsi per ogni nuova amicizia come quella che stava nascendo con Melis, capace di entusiasmarsi per i viaggi e le piccole gite che Melis organizzava per lui, capace di compiacersi per la grande convivialità che caratterizzava le Settimane pratesi. Lo scopriamo anche in alcuni tratti di padre e marito capace di aprire la propria casa ai nuovi amici.

Braudel seppe intrecciare con Prato e i pratesi un positivo legame, probabilmente favorito dal fatto che, negli anni delle sue frequentazioni, la città stava vivendo ancora un notevole fermento economico e una inusitata effervescenza culturale.

Insomma, una avventura intensa, quella che unì Fernand Braudel all’Istituto Datini e a Prato, uno scambio quasi alla pari che si allentò, senza interrompersi, quando, nel 1984 Braudel divenne Accademico di Francia e, per l’incompatibilità delle cariche, fu costretto a lasciare la presidenza dell’Istituto. Mentre entrava a far parte del ristretto novero degli “immortali”, l’Istituto Datini lo accolse nel suo Comitato d’Onore.

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