Gioco
Vivere senza smartphone si può: cinque monologhi sullo stress
Va in scena a Officina Giovani lo spettacolo "Come va?#1 storie sui vizi capitali di oggi"
PRATO. A Officina Giovani mercoledì 30 marzo, ore 21,30 va in scena lo spettacolo, scritto e diretto da Paolo Spannocchi, "Come va?#1 storie sui vizi capitali di oggi" della compagnia La Cloche Teatro di Campi Bisenzio, con Davide Betti, Marco Guerrini, Marialuisa Landi, Emiliano Pacciani, Giovanni Pini e Paolo Spannocchi.
L'iniziativa fa parte della rassegna On Stage Teatro. L'ingresso è gratuito. Scrivono gli autori: "Non abbiamo certo la preparazione e gli strumenti per affrontare e trattare, in modo organico e scientifico, le cause della moderna depressione e gli effetti di molte forme di comportamento ossessivo compulsivo che oggi affliggono molti di noi, forse tutti. Gli effetti di anni di esposizione ai "raggi televisivi", gli effetti di anni di esposizione alle "onde magnetiche" dei telefoni cellulari, gli effetti di anni di esposizione a internet ci hanno reso degli automi solo in apparenza capaci di provare emozioni e sensazioni pure. Automi splendidi fuori e malati dentro. La verità - concludono - infatti è che dentro siamo marci. Malati di qualcosa che ancora è indecifrabile, ma implacabile. Cerchiamo quindi di riflettere su questo contagio che ci ha colpiti, con il pretesto dei vizi capitali".
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Cinque monologhi e una performance catartica che, col pretesto dei vizi capitali, ci parlano delle cause della moderna depressione e degli effetti di alcuni comportamenti ossessivi compulsivi che affliggono la società di oggi: dipendenza da social network e smartphone, azzardopatia (o ludopatia), accumulo compulsivo (o disposofobia), autostima (dipendenza da giudizi/provini), ipersessualità (sex addiction), il tutti infarcito da grosse dosi di... stress. La narrazione, seppur trattando argomenti "pesanti" che la gente, ormai sempre più assuefatta a guardare il piccolo schermo della televisione o il minuscolo schermo del proprio smartphone, difficilmente vuole ascoltare, è fluente e coinvolge il pubblico.
"Vi sembra umano non poter vivere senza uno smartphone accanto? - scrivono gli autori - Senza una connessione internet? Senza sentirsi i migliori? Senza accumulare oggetti? Senza soldi? Senza trasgressione? Senza rabbia? Non siamo qui per dare una speranza a chi ci guarda e ascolta, ma solo per stimolare una riflessione".
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