Toscana
In uscita un libro, con storie di sport, per Veronesi
Lo scrittore, in scena al teatro Magnolfi col monologo “Non dirlo”, a maggio pubblicherà “Un Dio ti guarda”, una raccolta di racconti
PRATO. Con le quattro date pratesi di questa settimana chiude la tournée che ha visto protagonista Sandro Veronesi col suo monologo "Non dirlo" (prodotto dal Metastasio Stabile della Toscana in collaborazione con Fosforo) tratto dal suo romanzo "Non dirlo. Il Vangelo di Marco" edito dalla Bompiani. Da ieri fino a giovedì 24 (ore 21) il pluripremiato scrittore è in scena al Magnolfi. Un monologo che ha affascinato così come il libro dove l'autore racconta con forza ed entusiasmo la figura di Gesù che nel Vangelo di Marco diventa eroe ellenistico. Veronesi si concentra sulla modernità stilistica del testo dell'evangelista e della potenza che ha nel descrivere i fatti. Dopo il libro Sandro Veronesi ha voluto portare in teatro "Non dirlo" raccontando quanto ha messo nero su bianco anche se in maniera un po' diversa.
Una trentina le repliche che lo hanno visto protagonista dal Nord fino a Roma, soprattutto in Emilia Romagna. «La cosa che ho notato nelle persone che sono venute a teatro - confida Sandro Veronesi - è lo stupore che hanno ammesso di aver avuto. La sorpresa di come il vangelo di Marco sia ricco da assaporare dal punto di vista narrativo, sul quale mi sono soffermato. Ed è lo stesso interesse che ha suscitato in me. In pochi hanno letto i vangeli ed è bello vedere quale sorpresa possa darti un testo come quello».
I giudizi della critica sono lusinghieri per questo libro dove si racconta il vangelo di Marco dalla penna di uno scrittore che si definisce ateo ma che mette un tale trasporto nel ripercorrere il testo sacro da essersi meritato anche i complimenti dalla Chiesa. «A monsignor Dario Viganò, prefetto della segreteria per la comunicazione (dicastero della curia romana voluta da Papa Francesco, ndr), è piaciuto il mio libro - conferma Veronesi - L'ha trovato un lavoro rispettoso». Lo scrittore si sofferma, quindi, a parlare dell'esperienza teatrale che definisce piacevole. «A differenza delle compagnie - spiega - sono andato in giro per le città da solo. Non avevo bisogno di nulla, dato che sul palco c'ero solo io. In alcune città mi sono soffermato anche una settimana. Che è stata di solitudine ma al tempo stesso in compagnia di questo testo, una sorta di ritiro che è cosa assai rara per me con una vita vivace. L'unico momento sociale di questo tournée è stato il palco».
Lo scrittore chiude, dunque, la tournée nella sua città che negli ultimi tempi è balzata all'attenzione dei media nazionali per fatti spiacevoli che la attanagliano da tempo e che non sembrano diminuire ma solo spostarsi da una zona all'altra. «Che a livello nazionale si parli di quanto sta succedendo non nuoce - afferma Veronesi - Perché vengono raccontati fatti che accadono. La cosa da capire è se gli stimoli che da alcuni servizi televisivi sono stati lanciati servono a smuovere le coscienze su quanto succede e cercare di capire le cause». Infine, un accenno alla nuova casa editrice "La nave di Teseo" di cui parte lo stesso Veronesi. «La morte di Umberto Eco (uno dei fondatori, ndr) ci ha colto di sorpresa - dice lo scrittore - Siamo rimasti orfani di quel capitano di vascello, importante per il suo peso, le sue idee e la sua esperienza. Ora purtroppo dovremo fare senza di lui ma andare avanti sull'impronta che ha lasciato».
A fine maggio, uscirà il primo libro di Veronesi edito da "La nave di Teseo", si chiamerà "Un Dio ti guarda" ed è una selezione di racconti di sport pubblicati su riviste e giornali.
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