Il Tirreno

Prato

"Synchronicity", a Prato una sintesi del meglio dell'arte

Riccardo Tempestini
Una delle opere che verrano esposte in autunno a Palazzo Pretorio
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Una delle opere che verrano esposte in autunno a Palazzo Pretorio

Da Lippi a Andy Warhol, da Donatello a Pistoletto: grandi preparativi per la mostra che verrà allestita a Palazzo Pretorio fra il 26 settembre e il 6 gennaio

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PRATO. Il titolo, forse troppo inglese, "Synchronicity” andrebbe rivisto, ma il sottotitolo tutto pratese , “da Lippi a Moretti”, che era di Carmignano, fa già capire quanta cultura della nostra città contribuirà al successo della prossima mostra a Palazzo Pretorio, dal 26 settembre al 6 gennaio 2016 . Un sicuro successo, perché non capita spesso vedere in un colpo non solo i capolavori di Lippi, e Donatello, ma anche Andy Warhol, Lucio Fontana, Robert Rauschenberg , Marina Abramovic, Marchel Duchamp, Yves Klein, Bruce Nauman , Vito Acconci, Vanessa Beecroft, Santiago Serra , Matthew Barney. Il curatore è Stefano Pezzato, conservatore del Centro Pecci, chiamato dall’assessorato alla cultura, nell’allestimento della cinquantina di opere contemporanee nelle tre sale al piano terra e lungo il percorso museale della collezione di Palazzo Pretorio ai piani superiori.

Per questo matrimonio antico- contemporaneo sarà fondamentale la collaborazione della conservatrice di Palazzo Pretorio Rita Iacopino e dell’architetto Francesco Procopio . “Sono le opere museali, che tutti i pratesi sognano di vedere nella loro città - avverte Stefano Pezzato - rappresentative della ricerca dei grandi maestri contemporanei, ma soprattutto va sottolineato che una larga parte arriva da collezioni del nostro territorio”. E allora ecco che fra i video, ce ne sono tre, Johann ar der Keuken, Martha Colburn , Joan Jonas, prestati dalla Fondazione CariPrato, che li acquisì proprio su indicazione dell’allora presidente del Centro Pecci, Valdemaro Beccaglia,mentre il collezionista pratese Carlo Palli darà uno “specchio” di Michelangelo Pistoletto.

Sono in corso contatti con il mecenate Giuliano Gori, che sicuramente vorrà contribuire concedendo qualcuno dei Domenico Gnoli facenti parte della collezione della fattoria di Celle. Stranamente solo due opere arriveranno dalla collezione permanente del Centro Pecci, di cui è conservatore proprio Pezzato, sono il “Concetto spaziale jeans” dell’elvetica Sylvie Fleury e un olio di Alberto Moretti. Pezzato tiene a precisare però che la mostra al Pretorio non è il “continuum”, con sede invertita, di “Corrispondenze, dal presente al passato”, allestita nel 2006 nello spazio collezione del Pecci, dietro l’Art hotel, con opere del Pretorio, allora sempre chiuso, accanto a quelli del Pecci voluta da Beccaglia, e curata sempre da Pezzato.

Allora era un’alternanza anche spaziale fra antico e contemporaneo, mentre al Pretorio,ci saranno tre sale al piano terra nello spazio mostre con una trentina di opere contemporanee divise in tre sezioni, accanto alla sola presenza “antica” della Spezieria del Misericordia e Dolce , mentre le altre 20 saranno dislocate fra le opere lungo i tre piani del pretorio.

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