Il Tirreno

Prato

Una mostra sulla storia degli ospedali toscani

di Azelio Biagioni
Esther Diana, Lucia Livatino, Rita Iacopino, Cristina Gnoni, Simone Mangani
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Esther Diana, Lucia Livatino, Rita Iacopino, Cristina Gnoni, Simone Mangani

Apre l'esposizione “Il corpo e l’anima. I luoghi e le opere della cura ospedaliera in Toscana dal XIV al XIX secolo” ospitata al piano terra di Palazzo Pretorio di Prato dal 29 maggio al 14 settembre

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PRATO. Una cinquantina di opere raccontano la storia di sette ospedali toscani. Oggetti antichi, strumenti che venivano utilizzati in ambito sanitario, documenti d’archivio, opere d’arte oltre alla ricostruzione dell’antica speziera del Misericordia e Dolce. E’ la mostra “Il corpo e l’anima. I luoghi e le opere della cura ospedaliera in Toscana dal XIV al XIX secolo” ospitata al piano terra di Palazzo Pretorio dal 29 maggio fino al 14 settembre. Curata da Esther Diana e Francesca Vannozzi è promossa dalla Regione e dai Comuni di Prato e Siena in collaborazione con il Centro di documentazione per la storia dell’assistenza e della sanità, Asl 4 e con il contributo della Fondazione Cassa di Risparmio di Prato. Già reduce del successo ottenuto a Siena, a Prato la mostra si arricchisce di alcune opere come la Speziera officinale riallestita negli spazi dell’ex Monte dei Pegni con il suo corredo di maioliche.

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“Questi vasi - spiega Cristina Gnoni della Soprintendenza – risalgono alla prima fase della manifattura di Doccia. L’ultima volta che i pratesi hanno potuto ammirare queste meraviglie risale al 1987, prima che il museo chiudesse. Il mobiletto dove sono state collocate le maioliche non è quello originale, ma si tratta di un pezzo del Settecento donato dalla farmacia Guasti, per il quale è stato eseguito un restauro. Per i vasi non c’è stato bisogno di nessuno intervento”. Da quasi vent’anni il tutto si trovava nei depositi del museo. A differenza delle altri parti della mostra, la speziera resterà stabile all’interno del Pretorio. Dai depositi del Pretorio arrivano anche altre opere. Alcune, invece, provengono dal Palazzo degli Spedalinghi. Nel percorso “Il corpo e l’anima” si troveranno testimonianze del Misericordia e Dolce, degli ospedali fiorentini di Santa Maria nuova, San Giovanni di Dio e dell’ospedale degli Innocenti, poi il Santa Maria della Scala di Siena, il Santa Chiara di Pisa e l’ospedale del Ceppo di Pistoia.

“Un modo per ridare ai cittadini un patrimonio sconosciuto – dice una delle curatrici Esther Diana – Con questo percorso si va a sottolineare come un tempo nei luoghi deputati alla cura del corpo c’era la priorità della cura dello spirito".

L’assessore alla cultura Simone Mangani è entusiasta della collaborazione fra più enti: “Vorrei che questa modalità – dice - si mantenesse nel tempo”.

Dello stesso parere l’assessore alla cultura di Siena, Massimo Vedovelli, che sottolinea come la mostra faccia riflettere sulle nostre radici. Lucia Livatino (Asl) rimarca l’importanza delle opere pratesi che arrichiscono la mostra. Tesori – a suo dire – segreti e poco conosciuti in Toscana.

 

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