Sicurezza
L'integrazione possibile nella mostra "Facewall"
Prato, inaugurazione dell’esposizione video-fotografica nata da un’idea di Compost in collaborazione con la Fondazione Museo del tessuto e il Comune, grazie al contributo della Regione nell’ambito del progetto Prato e di alcuni imprenditori cinesi
PRATO. Immaginare un’altra Prato è possibile e c’è già. E’ quella della città in cui risiedono facce di 119 nazionalità diverse, che si confrontano nella vita di tutti i giorni provando a conoscersi e fare amicizia nel rispetto reciproco. A rappresentarla ci ha pensato “Facewall Prato: 100 intrecci di mondi possibili”, una mostra di fotografie che è un modo per far vedere come culture diverse possono incontrarsi e dialogare tra loro.
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L’allestimento riproduce 50 dei 100 scatti fotografici realizzati da Ilaria Costanzo, che ha immortalato situazioni di convivenza multietnica in cui il dialogo diventa l’elemento fondamentale nell’incontro tra due persone. A ciascuna storia corrisponde un cortometraggio, che mostra due persone di nazionalità diverse, mentre parlano del loro legame. I 50 corti sono stati realizzati dal Collettivo John Snellinberg.
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Le foto selezionate sono state stampate su tela e divise in sette isole tematiche, ognuna delle quali utilizza un supporto diverso (legno, ferro e bambù) a sottolineare l’eterogeneità come filo conduttore. Chi visiterà la mostra potrà selezionare - attraverso un dispositivo touch - le fotografie di suo interesse e visionare i cortometraggi che verranno proiettati sul muro in fondo alla sala espositiva. L’evento è stato presentato questa mattina dal presidente della Fondazione Andrea Cavicchi, che ha sottolineato «la straordinaria occasione per il Museo del tessuto di svolgere un ruolo sociale con un progetto fuori dai canoni, che parla di cosa succede oggi a Prato, da sempre capace di tessere relazioni».
«Se tutto questo sarà governato come si deve Prato riuscirà a esprimere grandi potenzialità», ha aggiunto il consigliere regionale Rudi Russo chiamando in causa il presidente di Cna Claudio Bettazzi, da sempre in prima linea per favorire l’integrazione.
«A oggi i nostri associati di origine straniera sono 260 - ha detto - grazie a un lavoro di relazioni che stiamo continuando a portare avanti, ma affinché sia possibile è importante che le istituzioni abbiano una visione aperta su questo fenomeno».
Parole sottoscritte anche dall’assessore Simone Mangani, che ha ribadito come «la scommessa di Facewall sia anche la scommessa della città». Il direttore del Museo del tessuto Filippo Guarini ha infine annunciato un progetto di collaborazione con le comunità straniere per dare vita a un programma di eventi e attività da inserire negli spazi museali.
Orari di apertura: mar-gio: 10-15; ven e sab: 10-19; dom: 15-19. Lunedì chiuso. Aperture oltre l’orario per i gruppi prenotati. Biglietti: intero: 6 €, ridotto: 4 € La mostra resterà aperta fino al 27 settembre al Museo del tessuto.
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