Il Tirreno

Prato

TEATRO

Leo Gullotta protagonista di "Prima del silenzio"

Leo Gullotta in una scena di "Prima del silenzio"
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Leo Gullotta in una scena di "Prima del silenzio"

Dall'8 all'11 va in scena il testo di Giuseppe Patroni Griffi scritto trentatrè anni fa per Romolo Valli e ora in scena con la regia di Fabio Grossi. Giovedì 8 il gioco del Tirreno: in palio due biglietti omaggio per assistere allo spettacolo

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PRATO. Dall'8 all'11 gennaio  al Teatro Metastasio va in scena il talento poliedrico di Leo Gullotta, al servizio di un delicato e intenso testo di Giuseppe Patroni Griffi, Prima del silenzio, scritto trentatrè anni fa per Romolo Valli e ora in scena con la regia di Fabio Grossi (feriali ore 21, festivo ore 16).

Giovedì 8 gennaio, alle 17, torna il gioco del Tirreno che, attraverso la propria pagina Facebook in collaborazione col teatro Metastasio, mette in palio due biglietti omaggio per assistere allo spettacolo. Per vincere occorre rispondere in maniera esatta ad alcune domande relative allo spettacolo e agli interpreti.

Prima del silenzio è la storia di un intellettuale che vive un disagio sociale legato soprattutto alla comunicazione della parola scritta, della poesia. Il suo è un travaglio che assume le fattezze di un incubo, con l’apparizione dei fantasmi della sua vita: la famiglia, come un’entità vorace e ricattatoria; la casta con i suoi orpelli piccolo-borghesi; il dovere che costringe e castra. L’unica vicenda che tranquillizza il protagonista è quella che vive, nel suo contemporaneo, con un ragazzo anarchico e vitale, un selvaggio dei nostri giorni che comunica con le azioni, la presenza, le digressioni sensuali e sessuali.

Con lui il Poeta cerca il mare, accende la propria solitudine, illumina di racconti la quotidianità senza passato dove ha trovato rifugio. L’ansia è quella di testimoniare a un giovane quanto valgano le parole se corrispondono al mito, all’utopia o anche al semplice vissuto di un uomo.

Il Ragazzo, impersonato da Eugenio Franceschini, raccoglie solo a metà: il suo linguaggio è diverso, i suoi obiettivi sono concreti e instabili: girare il mondo, soddisfare il corpo al momento della voglia, in silenzio e senza complessi, onorare il carpe diem.

La soluzione del Poeta è invece dire. Dire tutto prima del silenzio, cioè prima del congedo obbligatorio chiamato morte. Spinto da questa lotta, esorcizza l’apparizione recriminante della Moglie (Paola Gassman), del Figlio (Andrea Giuliano), squallidamente borghese; del vecchio Maggiordomo (Sergio Mascherpa), legato ai trascorsi della ricca esistenza perduta, alle serate mondane e agli amici cui l’antico padrone ha rinunciato.

L’ultimo grido è così un parto metaforico, che dà carne alle parole, motivazioni ad una scelta, immortalità al ricordo.

Sabato 19 gennaio alle ore 17 ci sarà un incontro con la compagnia moderato da Titti Giuliani Foti.

Da giovedì 8 a sabato 10 gennaio alle ore 21 e domenica 11 gennaio alle ore 16  biglietti da 7 a 25 euro

                               

 

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