Il Tirreno

Prato

Alla scoperta delle isole Frisoni in monopattino

di Pasquale Petrella
Alla scoperta delle isole Frisoni in monopattino

David Ceccarelli e Andrea Gesmundo di Prato hanno compiuto una nuova impresa percorrendo le isolette nel Mare del Nord con i loro inseparabili monopattini che li ha visti protagonisti di incredibili esperienze già in Islanda e in Canada

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PRATO. E anche le isole del Mare del Nord, le isole Frisoni, non sono più un segreto per David Ceccarelli e Andrea Gesmundo che le hanno percorse in monopattino sfindando un paesaggio ostile e le intemperie atmosferiche. Una nuova avventura ed esperienza esattamente come hanno fatto sempre in coppia per il Canada e l'Islanda. Ma David Ceccarelli, deus ex machina di questi viaggi al limite delle possibilità umane è ormai un veterano visto che in monopattino ha girato mezza Europa percorrendo itinerari solitamente fuori dalla portata del turismo di massa e, comunque, mai percorsi in monopattino.

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Su quest'ultimo viaggio, David Ceccarelli che è anche un vignettista e scrittore di libri per bambini ha deciso di scrivere un resoconto che, nel 2016, diventerà un altro libro corredato di fotografie e di disegni che nascono dall'ispirazione che i luoghi visti gli hanno ispirato. E' accaduto così con il libro "Due a mezzanotte" già nelle librerie e che racconta la traversata dell'Islanda, con il libro "Bad, Bad, Badlands" che uscirà nella prossima primavera e che racconta l'avventura canadese.

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Ed eccolo il racconto di David Ceccarelli sull'esperienza vissuta alla scoperta delle isole Frisoni.

"Quando di solito si pensa ad uno stato come l'Olanda, l'immaginario comune si distende su verdi distese lussureggianti arricchite da mulini a vento, formaggi mignon incerati di rosso, bizzarri zoccoli di legno, tulipani e lunghi canali accompagnati da affollate piste ciclabili in un territorio per tre quarti al di sotto del mare. Dall'altra parte ecco la trasgressione della popolosa capitale, Amsterdam, con il quartiere a luci rosse 'quartier putain', arricchito dalle file notturne di variopinti turisti curiosi che scorrono da una vetrina all'altra, alla ricerca di uno sconto o perlomeno di un sorriso gratuito ed ammiccante. In coppia, come il coltello con la forchetta, ecco i vari sexy shop o i coffe shop: oasi artificiali 'per libertà stupefacenti a prezzi nazional popolari', tutelati da leggi a dir poco annebbiate, in quanto dal '76 è consentita la vendita ma non la produzione della marijuana. Oltre a questi luoghi comuni esiste una parte dell'Olanda poco conosciuta, si potrebbe dire quasi un micro stato, che segue la costa spalmandosi lungo un arcipelago di piccole isole (Isole Frisone o Waddenilander in olandese) arrivando a toccare addirittura la Danimarca, oltrepassando la confinante Germania. Di gran lunga, le isole della parte olandese (Textel, Flieland, Ameland, Terschilling e l'ultima il cui nome non ricorderò mai Shiermoniggok) sono le più affascinanti.

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Un vero e proprio piccolo paradiso nel mare del nord, ancora quieto e non troppo conosciuto. Dopo realtà ben differenti, come il deserto slandese, i calanchi canadesi, la tundra lappone, le highlands scozzesi…quest'anno, rinnovando il sodalizio con l'azienda cecoslovacca Yedoo e il nuovo sponsor 'Bestarde' (Spagna), l'avventura ci ha portato, nuovamente a bordo dei nostri monopattini speciali (due prototipi della prossima collezione 2015), alla scoperta dei miti e delle leggende dell'isole Frisoni. La nostra avventura ha avuto una connotazione particolare già dalla partenza da Amsterdam. Per puro caso, o meglio grazie ad un suggerimento raccolto per strada, come spesso accade lungo questo tipo di avventure, abbiamo scoperto un dettaglio appena fuori la capitale. Dietro la stazione dei treni, prendendo un traghetto (gratuito), siamo arrivanti in un ex molo commerciale 'Nsdm'.

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A prima vista, appena scesi dal ferry-boat si piomba improvvisamente in uno scenario post apocalittico, costellato da residui industriali ed avanzi di una civiltà morta. In seconda battuta, si scopre una realtà ben più interessante ovvero un luogo informale di ritrovo d'artisti urbani provenienti da un po' tutto il mondo e tutto prende un senso. Ecco che barconi oramai in disuso rinascono come atelier di quartiere, vecchi vagoni ferroviari ospitano collezioni estemporanee di quadri e scuole d'arte, piazzali dove una volta si scaricavano container son diventati pagine aperte per graffiti dai mille colori. Insomma un dettaglio fuori pista che ci ha regalato una bella emozione. Abbandonato ogni vessillo artistico siamo partiti alla volta della città di Den Helder, sulla costa, per poi imbarcarsi verso la prima isola: Textel. I collegamenti, da isola ad isola, tranne la prima eccezione (Textel-Flieland) e l'ultima (Shiermoniggok), la quale è raggiungibile anche a piedi durante la bassa marea, sono abbastanza scomodi. Per ogni spostamento c'è da tornare sulla costa per poi reimbarcarsi alla volta della nuova destinazione. Il tratto di mare che a sud bagna l'arcipelago delle isole Frisone, per circa 450 km, è chiamato 'Wadden Zee': oltre ad avere una flora e una fauna del tutto particolare ed essere patrimonio dell'Unesco è incredibilmente basso e limaccioso, costringendo quindi le imbarcazioni a rotte del tutto particolari per i vari spostamenti. Innumerevoli i naufragi nel corso dei secoli. A nord delle isole, viceversa si spalanca il mare del Nord.

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Le isole offrono un panorama mozzafiato, si va dalle sterminate spiagge desolate con sabbia compatta battuta dal vento per passare alle zone paludose, regno di centinaia di specie d'uccelli, ostriche, stelle marine e le foche del mare di Wadden. A poca distanza ecco le foreste di conifere, vicino ai villaggi dei pescatori ed ancora le dune, sorvegliate dai fari che guardano il mare chiudendo la giornata con tramonti sanguigni. Ogni isola, seppur oggettivamente vicina l'una con l'altra e a prima vista simile, ha una propria identità, nonché storie e leggende uniche quanto affascinanti con una regola marittima perpetua e del tutto particolare 'tutto quel che il mare porta a riva, diventa di proprietà di chiunque riesce a trasportarlo oltre la prima duna.'

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Come ogni avventura errante e a tinte zingare che si rispetti, nel corso dei giorni e dei 500 km che abbiamo percorso (senza particolari incidenti di percorso), abbiamo aggiunto il ritorno dall'ultima isola attraverso la provincia della Frisia senza farsi prendere dalla fretta. Abbiamo percorso strade secondarie lungo tipiche campagne, seguendo lo scorrere quieto dei canali, toccando di volta in volta, i piccoli borghi o le prosperose fattorie, fino a tornare ad Amsterdam. Ci siamo imbattuti in mille episodi e personaggi. Siamo stati ospitati da agenti governativi appassionati d'arte e libri per ragazzi, siamo finiti in un ritrovo nel bosco di antiche famiglie olandesi condividendo brande, notti stellate, leggende sussurrate e abbondanti bevute, conosciuto tribù di skaters e graffitari solidali alla 'grande famiglia sparsa nel mondo', siamo stati inseguiti dagli agenti della forestale, senza dimenticare d'esser pure stati ospitati da un simil pastore protestante, che con infinita gentilezza, per due giorni, ci ha catapultato nella quotidianità del vivere olandese. Ancora una volta, nella polvere, abbiamo avuto la fortuna di trovate infinite pietruzze d'oro che saranno custodite nel baule dei tesori di queste meravigliose avventure che abbiamo avuto la fortuna di compiere.

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