Sicurezza
Il servitore di due padroni, Latella rilegge Goldoni
“Il servitore di due padroni” di Carlo Goldoni sul palco del Metastasio fino a domenica 2 febbraio
PRATO. Da giovedì e fino a domenica 2 febbraio al Metastasio andrà in scena “Il servitore di due padroni” di carlo Goldoni per la Regia di Antonio latella . drammaturiga do Ken Ponzio con Marco Cacciola, Giovanni Franzoni, Federica Fracassi, Roberto Latini, Annibale Pavone, Lucia Perasa Rios, Massimiliano Speziani, Rosario Tedesco, Elisabetta Valgoi (feriali ore 21; festivo ore 16; prezzi: da 25 a 7 euro info: 0574 608550/biglietteria 0574 608501).
Latella riparte “da” Goldoni, «“da” come lui stesso spiega, perché questo Servitore è una totale riscrittura che vuole prendere forza dalla nostra tradizione per lanciarsi in avanti, nel tempo che deve venire». Parlare con la forza della tradizione all’uomo contemporaneo per Latella oggi è un dovere, più che una necessità: «Goldoni è il nostro teatro scritto, la nostra origine. Arlecchino è il nostro Amleto, non si può non incontrarlo nel proprio cammino teatrale, almeno per me».
La versione di Latella non è quella tradizionalmente e convenzionalmente abituale di questa opera, ma una diversa e nuova lettura che intende riaffermare la modernità del teatro di Carlo Goldoni non sottraendosi al confronto con una delle versioni più riuscite di questo testo che, nell’immaginario di chiunque entri in teatro, è la storica versione di Giorgio Strehler. L’idea di Latella ha trovato l’appoggio di tre grandi teatri italiani, perché una delle funzioni basilari di un teatro stabile pubblico è quella di favorire la sperimentazione e l’innovazione, di continuare a proporre e a sostenere il teatro di prosa più vicino ai canoni tradizionali della regia e dell’interpretazione, ma di dare altrettanto spazio a visioni differenti, garantendo così una pluralità di linguaggi e offrendo agli spettatori un ampio panorama della scena teatrale.
La riscrittura del testo goldoniano è stata affidata a Ken Ponzio, giovane autore e drammaturgo formatosi come attore. Per il lavoro di riscrittura Ponzio ha voluto restituire ai personaggi “veneziani” gli impulsi delle loro maschere originali assieme ad alcuni tratti “provinciali” che tanto caratterizzano noi italiani.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
