Sicurezza
Nuti (Ariete): «Partiamo per una salvezza agevole»
Il tecnico del volley femminile fa il punto sulla preparazione
PRATO. La preparazione è iniziata il 26 agosto ed i lavori continuano intensi per l’Ariete. Dal lunedì al venerdì senza soste per preparare muscoli e mente allo stress di una stagione lunga e dispendiosa. Al comando coach Massimo Nuti .
Iniziata la preparazione, come sta procedendo il lavoro?
«Molto bene. Stiamo lavorando duramente e le ragazze stanno rispondendo bene. Insomma, sono contento di questo inizio di preparazione».
Parlate sempre di salvezza. Le aspettative però sono importanti perché la squadra, pur giovane, è stata costruita con arrivi importanti e di qualità.
«Non è una squadra che può partire per vincere. Abbiamo portato in prima squadra cinque ragazze del 2006 dall’U.18, un palleggiatore e un opposto che, pur provenendo dal Nottolini e quindi da una categoria importante, sono ragazze del 2004 e del 2003 e la Furlan, da Modena, che è anche lei un 2003. Quindi abbiamo una rosa molto giovane, inesperta per alcuni aspetti, e quindi, sulla carta, partiamo per lottare per una buona metà classifica poi vedremo».
Ad inizio stagione è difficile valutare la forza delle avversarie. L’Ariete è però una squadra costruita in modo da far divertire anche l’allenatore.
«Questo senza dubbio. È una squadra stimolante anche più degli anni passati. Sono tutte ragazze giovani, serene e che lavorano moltissimo».
Il sogno di ogni allenatore. Per quanto riguarda le amichevoli avete già un’agenda importante.
«Si perché, proprio per quanto detto in precedenza, abbiamo bisogno di fare amichevoli, amalgamare le ragazze e rodare i meccanismi e quindi il gioco, la partita, pur amichevole, è fondamentale».
Uno sguardo al campionato. È indubitabile che l’Ariete, arrivata a un passo dalla promozione in B1, sarà attesa da tutte come una delle favorite e quindi sarà ancora più complesso.
«Certo ma dobbiamo tenere presente che non siamo la squadra dell’anno passato. Abbiamo perso due o tre titolari importanti e quindi non possiamo partire per vincere. Partiamo per competere, per fare bene e crescere ma non possiamo sottoporre queste ragazze ad una pressione che non meritano».
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