Il Tirreno

Prato

Campo Montano, ora ci siamo Tra due settimane il via ai lavori

di Niccolò Tempestini
Campo Montano, ora ci siamo Tra due settimane il via ai lavori

Rugby Parla Enrico Romei: «Il nuovo manto sintetico risponderà alle esigenze di tutto il movimento della palla ovale, servono sinergie per sfruttarlo al massimo»

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PRATO. Il campo da rugby Montano di viale Galilei è inattivo da oltre sei mesi, uno degli impianti storici del rugby pratese continua a non essere disponile per le centinaia di rugbisti pratesi e le date di avvio dei lavori di adeguamento si susseguono, procrastinando un intervento che è ritenuto essenziale per dare forza al tessuto sociale rugbistico in attesa da oltre 10 anni di un impianto in sintetico per adeguarsi alle realtà nazionali e fornire un maggiore supporto alle famiglie soprattutto nel periodo invernale, quando i terreni da gioco sono spesso motosi e difficili da preservare per le gare.

Enrico Romei è la persona che da oltre un decennio incarna il rugby a Prato e provincia ed è lui ad aggiornare sulla situazione: «Abbiamo affrontato il periodo dei ritardi, ma tra 15 giorni inizieranno i lavori in vista della prossima stagione, cioè appena le ruspe avranno finito di stendere la ghiaia al Ribelli di Viaccia, e con una strategia di compenso degli spazi mancanti già concertata per l’inizio della stagione 2024/25. Penso che con questo manto sintetico la proposta rugbistica pratese sarà in grado di rispondere sia alle esigenze qualitative che quantitative del territorio e del nostro movimento. Minor usura del manto e degli spogliatoi, minori costi per chi gestisce l’impianto e un’offerta maggiore per la promozione dello sport, sarà un grande passo avanti e spero che le società pratesi trovino la giusta sinergia per rendere disponibile l’impianto per tutti al massimo del suo potenziale».

L’impiantistica sportiva pratese è una nota dolente cittadina da molti anni. «A Prato la situazione è in evoluzione – spiega Romei – la precedente giunta ha provato a muovere un aspetto che era fermo da trent’anni, gli ultimi impianti risalgono a metà anni Novanta se si esclude lo stadio Chersoni di Iolo che non è certo un esempio felice di progettazione. Non è facile cambiare nell’immediato, le procedure burocratiche sono complesse e la specificità e la velocità dei bisogni delle società e degli sportivi non trova una corrispondenza fattuale negli strumenti a disposizione degli amministratori. In provincia dal 2018 al 2024 sono stati investiti 32 milioni e mezzo di euro tra nuovi impianti in programma o riqualificazioni come ad esempio la piscina in viale Galilei, ma non basta. Ci piacerebbe far partecipare con il meccanismo della pubblica utilità anche i privati, coinvolgerli può favorire il miglioramento degli impianti in tempi più ristretti». Romei è responsabile per la federale regionale della formazione dei giovani con l’obiettivo di farli arrivare all’alta prestazione internazionale, quest’anno, nella miglior stagione internazionale di sempre della nazionale italiana, cinque atleti scesi in campo erano toscani ed a suo tempo sono stati allenati da Romei, tra questi però nessun pratese. «Da quattro anni non abbiamo nessun giocatore di formazione pratese in serie A elite, ma nonostante ciò Prato è una piazza solida del panorama rugbistico nazionale in uno scenario che è cambiato molto negli ultimi anni. Il talento non deriva solo dalla formazione iniziale in cui siamo tra i migliori e l’obiettivo di Gispi Rugby – la società promuove il minirugby sul territorio pratese – da oltre 20 anni non è mai stato finalizzato alla sola performance della partita, e siamo soddisfatti dei nostri prodotti del vivaio che sono anche alla base della strategia vincente dei Cavalieri Union: dare spazio prima di tutto ai giocatori formati in casa senza cercare scorciatoie per vincere in tempi più brevi. Condivido la filosofia che da qualche anno attuano i Cavalieri Union e sono convinto che per tornare ai fasti degli anni passati ci sia bisogno, sì, di risultati sul campo, ma soprattutto di ricreare quella comunità rugbistica che purtroppo è andata perdendosi con le scellerate scelte delle ultime stagioni prima del fallimento dei precedenti Cavalieri».
 

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