Gioco
I Dragons sconfitti ma a testa alta al palazzetto della capolista Siena
Coach Pinelli: ho visto una bella reazione e compattezza da parte del gruppo
PRATO. I Dragons sfiorano l’impresa al PalaSclavo di Siena, lottando fino alla fine contro la capolista del girone di serie C che ha tremato a lunghi tratti di fronte al gioco efficace e compatto dei rossoblù. Non è bastato e coach Marco Pinelli legge così il risultato di 87-78 scolpito sul tabellone sulla sirena finale: «A tre giorni dalla partita con Agliana – dice il coach pratese – mi prendo sicuramente la reazione della squadra, la capacità di resistere e di giocare insieme e di cercare fluidità e compattezza in un ambiente di un altro livello come quello di Siena. Abbiamo giocato a testa alta con grande dignità, disputando una gara a tratti dura e molta attenta e interpretando quello che abbiamo preparato».
Voleva una prestazione diversa rispetto a domenica scorsa e i suoi ragazzi l’hanno accontentato: «Siamo stati molto più compatti e uniti. Abbiamo fatto vedere buone cose e una buona pallacanestro, sia offensiva che difensiva. Dobbiamo però continuare ad alimentare questo senso di condivisione e fiducia nei momenti decisivi. Siamo rimasti aggrappati fino alla fine e purtroppo è stato decisivo sul + 4 due errori nostri da sotto e le loro due successive triple. Sanguinoso poi è risultato quel 1/6 ai liberi negli ultimi giri di lancetta, eravamo andati in lunetta con le opzioni che eravamo stati bravi a costruirci ma purtroppo non abbiamo concretizzato». I punti non sono arrivati ma niente è perduto: «Mi tengo la prestazione a denti stretti – conclude Pinelli – da domenica, alle 18 alle Toscanini, a partire dalla gara in programma contro Pino Firenze, sarà la prima di una serie di ultime spiagge, sarà così ogni domenica e per questo chiedo al nostro pubblico di sostenere la squadra, di aiutarla e alimentare l’entusiasmo. Sono tre anni che cerchiamo di giocare a livello alto per quella che è la nostra realtà e vogliamo continuare a farlo fino all’ultimo secondo. Le capacità ce l’abbiamo, dobbiamo crederci».
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