Attenzione
Piccoli: «Ora sono pronto»
Prato Parla il centrale schierato accanto a Cela nel nuovo assetto tattico 4-2-3-1. «È una posizione che mi piace, sono un “tappabuchi”. Sto bene e darò una mano»
PRATO. Il Prato si prepara alla sfida con il Sant’Angelo, domenica al Lungobisenzio, e note positive arrivano sul cambio tattico con Piccoli e Cela davanti alla difesa e dietro al tridente. «Bisogna sapersi esaltare nella sofferenza e nei momenti difficili – dice Piccoli – Dopo la sconfitta nel derby ci siamo ricompattati e avevamo voglia di dimostrare a tutti quanto siamo uniti e sappiamo soffrire. Siamo stati più concreti ma dobbiamo ancora migliorare sul piano del gioco. È stato un passo in avanti risultato ma ora bisogna dare continuità».
Per te una buona gara dopo il lungo stop per infortunio.
«Non è stato un periodo facile, perché quando arrivi in una nuova piazza vuoi cercare di dare subito il meglio. Purtroppo non avevo tempi certi sul recupero e quando sembrava il momento di rientrare ci sono stati altri problemi. Ora finalmente sto bene e sono pronto a dare il mio contributo. Non importa quanto giochi, dobbiamo essere tutti disponibili al servizio della squadra».
Novelli ha cambiato modulo con il 4-2-3-1. Come ti trovi accanto a Cela?
«Nel calcio moderno diventa difficile parlare di moduli. È una posizione che mi piace perché sono un centrocampista più difensivo, ordinato, che va a tappare gli eventuali buchi. Mi ritengo un giocatore che magari a volte può essere poco appariscente ma fa un lavoro al servizio della squadra».
Una stagione che vi ha visto già cambiare allenatore da Brando a Novelli.
«Con Brando abbiamo fatto un percorso che è durato poco ed è difficile da parte mia che non c’ero nella scorsa stagione dare dei giudizi sul lavoro di un tecnico, anche perché in quel periodo ero infortunato. Novelli forse ci ha dato più ordine nella fase di non possesso e di possesso di cui avevamo bisogno in fase difensiva, siamo più ordinati e ci ha dato le sue linee di gioco secondo i suoi concetti. Non sono d’accordo con il disfattismo perché abbiamo fatto delle buone partite con quasi tutte le squadre e a volte siamo stati puniti per dei dettagli».
Un risultato, quello di domenica, che fa morale?
«Siamo stati discontinui ma stiamo lavorando con grande impegno. Per noi le due sconfitte con Imolese e Pistoiese sono state un momento difficile perché dopo l’alluvione ci siamo sentiti parte della città. Quando le vivi dal dentro è un altra cosa e siamo rimasti molto colpiti e anche noi siamo andati a dare una mano. Volevamo fare un regalo e dare una gioia ai nostri tifosi e non esserci riusciti ci ha fatto stare male».
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