Sicurezza
Prato, dura contestazione contro Commini
Cento tifosi sotto la tribuna: il presidente paragonato a Paolo Toccafondi
PRATO. Una vera contestazione nei confronti della squadra ma soprattutto verso il presidente Stefano Commini che al termine del match ha incontrato una delegazione della Curva Matteo 27 e soprattutto si è preso diversi cori e sfottò. Qualcuno lo ha paragonato, nei cori degli ultras, a Paolo Toccafondi e questo è senz’altro uno degli aspetti che fa capire che l’idillio tra curva e società sembra venuto meno.
Al termine del colloquio i tifosi si sono allontanati senza dire niente e in conferenza stampa ha parlato il direttore generale Pastore che si è preso le colpe del momento. Ancora una volta è mancata la cosiddetta “garra”. Dopo un minuto era già in vantaggio la formazione arancione e dopo la partita è andata a favore della Pistoiese. Al termine della sfida cori e sfottò e poi un centinaio di ultras si sono posizionati davanti all’entrata degli spogliatoi con urli verso la squadra. Dopo qualche minuto l’intervento della polizia che si è schierata a difesa del cancello. Comunque non ci sono state colluttazioni o problemi e poi al termine del colloquio tra il presidente e i tifosi si sono tutti allontanati. Sicuramente nel mirino c’è Commini che ha spiegato le cose come stavano ma in questo caso chi deve fare mea culpa sono i giocatori che ogni volta che devono dimostrare qualcosa non sono all’altezza. Il coro finale spiega tutto Commini come Paolino (Toccafondi). Siamo tornati indietro di tre anni e soprattutto il Prato è in zona playout.
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