Gioco
Le giovani promesse del tennis in passerella al Trofeo Morini
La rappresentativa dell’Emilia Romagna ha battuto la Toscana in finale
PRATO. Termina con la vittoria dell’Emilia Romagna la 18ª edizione del Trofeo Francesca Morini ma la bellezza è stata vivere tre giorni, tutti insieme, giocando a tennis per ricordare una maestra che ha fatto dell’insegnamento ai giovani la sua passione. Dopo tre anni di stop a causa del Covid il Trofeo Morini per rappresentative giovanili under 12 ha fatto riscoprire tutti questi valori. «Mi sono emozionato perché rivedere in campo i giovani tennisti è davvero bello – spiega Paolo Berti, presidente del Ct Paolo Ciampi Coiano – Un grazie a tutti i miei consiglieri, ai circoli di Prato che come al solito sono stati subito pronti a raccogliere la sfida, ai comitati regionali, agli amici che ci hanno sostenuto e a chi ha seguito i ragazzi». In semifinale l’Emilia Romagna aveva superato (al Tc Bisenzio) l’Umbria mentre la Toscana (al Ct Etruria) aveva avuto la meglio sulla Liguria per 4-3. Nella finale per il 3° posto (disputata al Tc Prato) è stata la Liguria a superare l’Umbria per 4-3 mentre al Ct Paolo Ciampi Coiano l’Emilia Romagna ha sconfitto la Toscana sempre per 4-3 grazie alle affermazioni maschili mentre i tre punti toscani sono arrivati dal settore rosa. La formula prevedeva 3 singolari maschili, 2 femminili un doppio maschile e un doppio femminile. Il comitato organizzativo ha premiato come miglior giocatore Edoardo Ghiselli dell’Emilia Romagna e come miglior giocatrice Elisa Pieri della Toscana ed è stato istituito un premio fair play assegnato a Pietro Tombari dell’Emilia Romagna. «L’obiettivo è quello di ritornare a otto squadre ma l’importante era ripartire – dice Antonio Bambagioni, delegato Fitp Prato – Il clima è stato molto bello e come ripartenza possiamo essere soddisfatti». «Per la Toscana è una manifestazione davvero importante perché permette di far giocare i nostri under 12 – dice Romeo Tanganelli vice presidente vicario Fitp Toscana – che poi saranno protagonisti nelle rappresentative superiori e soprattutto ritengo che è stato per i ragazzi un modo per vivere un’esperienza che si porteranno dietro nel loro percorso di crescita».
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