Sicurezza
Prato, c’erano una volta le amichevoli
Ora si chiamano allenamenti congiunti: costano meno e si supera la burocrazia
C’erano una volta le amichevoli estive, il calcio d’agosto che per antonomasia non contava nulla, e invece ora conta sempre di più per il progressivo anticipo dei campionati, nonostante questo caldo africano. Ora sempre più spesso le amichevoli hanno cambiato nome e si chiamano allenamenti congiunti. Che poi sono la stessa cosa, solo che si chiamano in un’altra maniera. Due squadre fissano un campo a un orario e giocano una partita che non dà i tre punti e non rimarrà negli annali. Il Prato di Brando dall’inizio della preparazione ha fatto quasi solo allenamenti congiunti: ieri pomeriggio con l’Antella (vittoria del Prato per 2-0), domenica quasi in clandestinità con la Lucchese, il 17 agosto con la Fortis Juventus, il 13 agosto col Ghiviborgo, il 5 agosto col San Donato Tavarnelle. L’unica vera amichevole, quella del 9 agosto con la Sangiovannese, è stata annullata «per motivi precauzionali».
Ma perché si è passati dalle amichevoli agli allenamenti congiunti? Perché fondamentalmente costano meno, non c’è bisogno di avvertire la Questura, organizzare un servizio di ordine pubblico, mettere qualche steward agli ingressi, non c’è bisogno di avvertire la Lega nazionale dilettanti e si superano in un baleno tutte le difficoltà burocratiche che in certi casi pesano sulle spalle di piccole società. Si possono fare a porte aperte o a porte chiuse. C’è anche un altro vantaggio che riguarda pochi: i diffidati non sono obbligati ad andare a firmare in Questura o dai carabinieri durante lo svolgimento della partita. Ma attenzione, non è mica solo il Prato che ha scelto questa strada, ci sono anche società di tutt’altro calibro che hanno preferito saltare a pie’ pari tutte le pastoie. Vedi addirittura la Juventus, che lo scorso 16 agosto ha organizzato un allenamento congiunto con l’Alessandria. E se lo fa la Juve lo può fare anche il Prato.
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