Sicurezza
Commini ha scelto Ivano Pastore come nuovo direttore generale
Prato .L’ex capitano del Taranto arriva al Lungobisenzo con grandi ambizioni
PRATO. Il nuovo direttore generale del Prato è Ivano Pastore, che ieri ha firmato un contratto biennale. 52 anni, un passato da calciatore, capitano storico del Taranto, ha militato anche, tra le altre, nel Matera, nella Cavese, nel Giulianova e nel Catanzaro disputando sempre campionati di vertice e raggiungendo circa 500 presenze totali tra Serie C e Serie B. «Per noi era il primo tassello della gestione 2023/24 – spiega il presidente Stefano Commini – Negli anni passati è mancato qualcuno che conoscesse di calcio e pur avendo fatto investimenti importanti non eravamo riusciti a trovare la persona che aveva queste caratteristiche. Ora era giusto chiudere il cerchio con una lunga esperienza da calciatore in diversi campionati e questa è stata una caratteristica molto importante che ha fatto pendere la scelta su Pastore perché ha gestito gruppi e ha fatto esperienza come ds e ottenuto la promozione in serie C con il Rimini. L’elemento importante e riconosciuto al direttore è l’aspetto di scouting che in questa categoria è determinante oltre all’aspetto umano». Pastore, terminata la carriera da calciatore, ha subito intrapreso quella di direttore sportivo e, con la Nocerina (2010-2012) , ha immediatamente vinto il campionato di Serie C, approdando in B al debutto nel ruolo. Poi Trapani, Benevento, Rimini (con la promozione dalla D alla Lega Pro e, nella stagione successiva, una salvezza inaspettata per tutti). Sempre in Lega Pro, i play off con Viterbese e Casertana. Ha ricoperto il ruolo di scout internazionale al Milan, in prima squadra, gestendo il mercato in uscita in Serie B e Lega Pro per i rossoneri. Nelle ultime due stagioni è stato collaborare tecnico e responsabile area scouting all’Ascoli, in Serie B ed ora Prato. «Il mio obiettivo è costruire qualcosa da zero per arrivare a un risultato importante – dice Pastore – La sfida è lanciata e ho scelto Prato perché c’è una proprietà seria. Bisogna strutturarsi bene e mancava una figura stabile. Dove vogliamo arrivare? In serie A in tre anni – scherza – A Prato il modello organizzativo potrebbe ispirarsi al primo anno del Rimini o a quello della Nocerina (sempre primo anno). Dare delle regole a tutti i componenti che fanno parte del Prato perché tutti partecipano alla somma dei punti che la squadra consegue e quindi sarà importante avere una squadra con senso di appartenenza e che vada a giocare con coraggio. Nel mio format interno il settore giovanile juniores, allievi e giovanissimi devono essere parte integrante della prima squadra».
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