Gioco
Prato, da una malformazione ai piedi all’Elbaman Kids di triathlon
La storia a lieto fine di Duccio Cipriani, 8 anni e mezzo, e della sua famiglia
PRATO. «Si può volare anche con i piedi per terra», così ha detto l’astronauta Luca Parmitano nel consegnare la coppa a Duccio Cipriani, arrivato fra gli ultimi classificati all’Elbaman Kids nella categoria Cuccioli, ma sicuramente primo assoluto nella sfida contro una malattia congenita che alla sua nascita aveva spinto i medici a prospettare ai suoi genitori Nico ed Elisa che non avrebbe mai potuto camminare. E invece con i suoi otto anni e mezzo ha partecipato e completato la gara di triathlon (nuoto, ciclismo e corsa) tenutasi all’Isola d’Elba.
Ed era proprio a questo successo personale che Parmitano – primo astronauta italiano a fare una passeggiata nello spazio e a comandare la Stazione spaziale internazionale nella Expedition 61 del 2013 – ospite d’onore all’Elbaman di triathlon, si riferiva.
«Duccio è nato con la malformazione bilaterale del piede torto – racconta il padre Nico – I medici ci avevano detto che difficilmente avrebbe potuto camminare. Sono stati momenti difficili ma siamo stati seguiti dal dottor Monforte dell’ospedale Buzzi di Milano e piano piano prima con i gessetti e poi col tutore, che Duccio ha dovuto indossare a lungo per 23 ore al giorno, siamo arrivati a quando, all’età di 7 anni i medici hanno garantito che ormai il problema era superato».
Un anno è mezzo fa quindi Duccio ha potuto cominciare a svolgere una vita normale con entrambe le gambe e a cercare di recuperae velocemente quanto perso nei suoi primi sette anni di vita.
«In pochi mesi ha imparato a nuotare, a correre e ad andare in bicicletta – racconta il padre – Poi ha detto che voleva seguirmi nel triathlon e così si è cimentato in questa disciplina rendendoci felici per i progressi che sta facendo». Ma è una vittoria personale e famigliare quella di Duccio perché anche il padre Nico all’Elbaman ci è arrivato a coronamento di una promessa fatta all’altro figlio primogenito, Niccolò. «Nel 2018 pesavo 137 chili – racconta Nico Cipriani – e mio figlio Niccolò mi diceva spesso che non voleva vedermi più in quelle condizioni. Poi un giorno abbiamo visto insieme il film De tous nos forces che raccontava la storia vera di padre e figlio, Rick e Dick Hoyt, in cui il figlio tetraplegico chiede al padre di correre insieme in una corsa a scopo benefico e il padre pur non essendo un podista lo accontenta e dopo la prima corsa ne fanno moltissime altre fino a partecipare anche alle maratone. E lui mi ha chiesto se io gli promettevo proprio come quel padre di cominciare a correre per lui e a dimagrire. Così ho cominciato a fare il triathlon e oggi ho perso più di trentacinque chili».
La nuova passione del padre, stimolata dal primogenito, ha affascinato anche Duccio che gli ha chiesto di poterlo seguire. In tempi record si è preparato per la sua prima competizione dove è stato premiato, nientemeno che da un astronauta. «È stato il giorno più bello della mia vita dopo quelli che ho vissuto per la nascita dei miei figli e spero che questa nostra storia possa essere di stimolo per quelle tante altre famiglie che si trovano a vivere situazioni come la nostra», conclude Nico Cirpiani che non nasconde di aver versato fiumi di lacrime di gioia a Marina di Campo. «Duccio ha sempre lottato col sorriso sulle labbra e questo ci ha dato ancora più forza durante il lungo calvario per il suo recupero – dice Cipriani – Non finiremo mai di ringraziare il dottor Sergio Monforte e l’ospedale dei bambini Vittore Buzzi. E infine, per l’ultima gioia vissuta voglio ringraziare gli organizzatori dell’Elbaman Kids che ci hanno fatto davvero una bella e gradita sorpresa con la coppa assegnata a Duccio»
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