Il Tirreno

Prato

Campione sul campo e nella vita Vicario vuole chiudere la porta

Francesco Gensini
Campione sul campo e nella vita Vicario vuole chiudere la porta

Il numero uno è stato a lungo corteggiato da diverse squadre di Serie A La foto col bimbo ucraino ospitato dalla sua famiglia a Udine ha commosso tutti

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FIRENZE. C’è stato un momento in cui la possibilità che questo giorno, quello del derby di Empoli-Fiorentina, Guglielmo Vicario lo potesse vivere dall’altra parte rispetto a quella dove si trova adesso, c’è stato davvero. È successo più o meno quando il club del presidente Corsi stava discutendo il riscatto del portiere friulano con il Cagliari, in una trattativa che aveva un esito abbastanza scritto (quello che poi è stato) e si era inserito un fitto intreccio di ipotesi riguardanti più portieri e più squadre. Lì dentro c’erano anche Vicario e la Fiorentina, l’uno come “oggetto” del desiderio non solo viola, e l’altra come società interessata al numero uno azzurro. Perché il merito di ciò che sarebbe potuto accadere era solo e soltanto di Vicario. Forte, fortissimo. Uno dei punti di forza nella brillante salvezza ottenuta lo scorso anno dalla formazione allora allenata da Aurelio Andreazzoli, uno che a suon di parate e di prestazioni convincenti non solo aveva contributo in maniera determinante al buon campionato dell’Empoli, ma aveva calamitato su di sé le attenzioni di mezza Italia e delle squadre alla ricerca di un buon portiere (ottimo come nel suo caso meglio ancora) , oltretutto italiano: merce sempre più rara e per questo ambita. E costosa. Prova ne sia che gli azzurri hanno poi riscattato Vicario come previsto versando otto milioni circa nelle casse del Cagliari a conclusione del prestito, mossa che da un lato ha smorzato le velleità di chi stava alla finestra ad osservare gli eventi e dall’altro ha comunque riaperto e acceso la corsa al 25enne estremo difensore con un interlocutore unico e ben definito da contattare. Alla sede dell’Empoli ha bussato la Fiorentina, ma anche la Lazio per dirne un’altra: solo che sono stati tentativi che non hanno prodotto risultati concreti per più ragioni, comprese quelle di Corsi e soci di privarsi mal volentieri di un giocatore di alto profilo e beniamino dei tifosi. E così un mesetto fa è stata messa la parola fine ad ogni tipo di opzione che prevedesse la partenza: con soddisfazione di tutti. Parentesi (servono anche quelle) : il valore dell’uomo Guglielmo non è inferiore al valore del calciatore Vicario e vale la pena ricordare l’episodio che nella scorsa primavera l’ha fatto salire agli onori della cronaca. Guglielmo ha accolto nella casa dei suoi genitori a Udine una mamma ucraina e il figlio di undici anni scappati dagli orrori della guerra, in un gesto apparentemente “normale”, ma dietro cui ci sono generosità e umanità alla portata di tutti ma non per tutti. La foto del bambino (con la maglia dell’Empoli) travolto dalla gioia dopo aver saputo che chi lo aveva accolto era un giocatore di Serie A ha fatto il giro del mondo. Il fuori campo appartiene a lui, comunque personaggio pubblico che attira interesse (e stima) . La cosa sicura, in campo, è che Vicario è diventato un portiere “vero” crescendo di stagione in stagione, conoscendo pagine felici e altre meno positive in tutte le categorie dalla Serie D alla Serie A attraverso una gavetta formativa a livello tecnico e prima ancora caratteriale. A Empoli si è affermato (38 presenze su 38 nel campionato 2021-22 senza saltare nemmeno un minuto) e con lui la squadra. Ecco perché sarebbe stato un peccato dirsi “subito” addio: forse un affare sotto il profilo economico, ma da queste parti si guarda anche ad altro, come era stato dimostrato nel momento in cui il Cagliari aveva creduto in lui. Gli azzurri di più e hanno avuto ragione. Un altro torneo è appena cominciato, un’altra lunga strada da fare è appena all’inizio e le difficoltà non mancheranno, ma insieme l’Empoli e Vicario sono stati protagonisti ieri come vogliono esserlo ancora oggi.  

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