Gioco
Ciclismo, in centinaia nel ricordo di Iannelli
Pedalata per sensibilizzare sulla sicurezza nelle gare
POGGIO A CAIANO. La due giorni del ciclismo pratese si è aperta nel ricordo di Giovanni Iannelli, 22enne dilettante pratese morto in gara nel 2019, con la pedalata dedicata al tema della sicurezza delle gare ciclistiche e si è conclusa con la gara per esordienti con la 78esima coppa Giulio Burci per juniores.
Nel gruppo dei partecipanti alla pedalata, con molti che hanno indossato la maglia con la scritta “Giò”, anche il padre di Giovanni, Carlo, alcuni juniores della Seanese Beltrami ed i giovani della polisportiva Milleluci di Casalguidi. L’arrivo dopo una quindicina di chilometri a Carmignano dove di fronte al murale di Iannelli è terminata la pedalata. Qualche minuto dopo la breve cerimonia nella piazza centrale di Carmignano con gli interventi e le parole del sindaco di Edoardo Prestanti e dell’assessore allo sport di Poggio a Caiano Fabiola Ganucci. Interventi anche al direttore sportivo Franco Chiuchiolo e Carlo Iannelli che hanno sottolineato come la pedalata sia stata fatta per due motivi: il ricordo di Giovanni e l’importanza della sicurezza.
«Continueremo la nostra battaglia a fianco della famiglia Iannelli – dice Chiuchiolo – per avere un processo, giustizia e verità. Pochi si sono schierati con la famiglia, noi ci saremo sempre e nulla ha fatto la Federciclismo per tutelare la sicurezza degli atleti alle gare nonostante questa tragedia che ci ha strappato Giovanni». Anche il sindaco di Carmignano ha sottolineato l’importanza dell’iniziativa nel ricordo di Giovanni. «Prima del risultato e dell’aspetto tecnico agonistico conta la sicurezza delle gare e dei suoi partecipanti ed è giusta la richiesta di avere un processo per accertare la verità e quindi giustizia». Iannelli, nel suo breve intervento, ha invece ringraziato gli organizzatori della pedalata e tutti i partecipanti. «Questa pedalata vuole essere solo un ricordo di Giovanni, non mi sento in questa occasione di tornare a ricordare ancora una volta quanto successo che ha dell’incredibile nei suoi sviluppi oramai noti. Non chiedo preventive punizioni, chiedo solo la celebrazione di un processo per accertare la verità ed avere giustizia. Voglio ricordare che viste le parti in causa nella vicenda, la Federciclismo avrebbe dovuto essere neutrale ed invece fin da subito si è schierata dalla parte degli organizzatori di quella gara al termine della quale Giovanni morì. Sul tema della sicurezza la stessa Federciclismo non ha fatto nulla di concreto anche in prospettiva futura per garantire un ciclismo migliore e più sicuro. Avevo a suo tempo chiesto la sospensione di una giornata dell’attività per far riflettere tutti sul tema sicurezza ed invece nulla è stato fatto».
Nella gara esordienti prima categoria protagonista Ruben Ferrari della Romanese che ha regolato sul traguardo in salita di Carmignano il toscano Gaggioli. Terzo il siciliano Verdirame. Tra i corridori del primo anno il migliore è Marco Canziani (Butese) su Pierazzuoli e Fogli. Campione provinciale pratese si è laureato Pietro Menici del Borgonuovo, sesto tra gli atleti del secondo anno. Non è stato assegnato il titolo del primo anno in quanto i tre corridori pratesi presenti non hanno concluso la corsa. Nella Coppa Burci (98 i partenti) bis stagionale per il vice campione italiano, l’umbro Edoardo Burani del Team Fortebraccio che ha regolato sul traguardo di via Soffici a Poggio a Caiano, il livornese Bartalesi, e il canadese Leonard.
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