Gioco
Tennis tavolo, al circolo Prato 2010 arriva il tecnico Kun: «Sarà uno sport popolare»
Da allenatore si è già distinto per la sua capacità di insegnamento del tennistavolo collaborando in prima persona nella formazione di giovani talenti diventati poi tra i migliori giocatori d’Italia
PRATO. Il Circolo Prato 2010 si affida per il nuovo progetto, dopo la retrocessione in A2 maturata all’ultima giornata, al tecnico magiaro Csaba Kun che sarà il nuovo responsabile della società pratese. Kun, di nazionalità ungherese-rumena, con perfetta padronanza della lingua italiana, 41 anni, è laureato in scienze motorie. Vanta un curriculum di alto livello sia come giocatore che come allenatore avendo disputato e vinto diversi campionati a squadre nella Superliga rumena e titoli giovanili.
Da allenatore si è già distinto per la sua capacità di insegnamento del tennistavolo collaborando in prima persona nella formazione di giovani talenti diventati poi tra i migliori giocatori d’Italia. «Abbiamo gettato le basi per un nuovo progetto tecnico – spiega il vice presidente Giorgio La Rocca – con un allenatore di grande esperienza che darà un grosso supporto tecnico a tutta la nostra attività. Seguirà tutte le squadre e il centro di addestramento con i corsi che si svolgeranno alla palestra del Cicognini. Abbiamo stilato un programma a servizio del nostro territorio. La sua missione sarà portare competenza e passione e poiché rimarrà a Prato sarà a disposizione di chi vorrà provare o avvicinare a questo magnifico sport».
La squadra di serie A2 vede le conferme del russo Taras Merzlikin che si trasferirà in Italia e di Paolo Bisi. Due giocatori importanti per la categoria, mentre per il terzo giocatore sono aperte diverse trattative.
«Sono venuto a Prato perché c’è un progetto molto interessante – spiega il tecnico Kun – conosco diversi dirigenti della società pratese e c’è una buona organizzazione. Ripartiremo dalla serie A2 e la conferma di Taras e Paolo dimostra che c’è la volontà di ritornare subito nella massima serie, ma soprattutto sviluppare le basi per creare un settore giovanile che permetta di far crescere i più piccoli e farli diventare giocatori».
Il Circolo Prato sarà al via dei campionati con 7 squadre dalla A2, B2, C e D. I corsi pomeridiani e serali inizieranno da settembre come sempre al Convitto Cicognini a Prato. Csaba Kun ha voluto essere presente a Capezzana per un torneo promozionale organizzato dalla Misericordia e dove era presente tutto lo staff dirigenziale con in testa il presidente Lele Bartolini che ha partecipato al torneo vincendolo dopo una bella finale contro Riccardo Bonacchi in una sfida che ha visto di fronte il più giovane e il più anziano e alla fine ha prevalso l’esperienza. «Manifestazioni di questo genere in Ungheria si svolgono ogni settimana e ho voluto esserci perché credo in questa attività promozionale sul territorio – dice il tecnico magiaro –. Prato è tra l’altro una città multietnica con una forte comunità cinese e ritengo che sia importante dare l’opportunità anche a loro di giocare perché hanno delle caratteristiche davvero uniche per questo sport. Credo che possiamo fare un ottimo lavoro partendo proprio dai giovani che vogliono provare questa disciplina e andare in piazza o organizzare attività esterne sarà uno dei nostri obiettivi. La società – prosegue il tecnico – ha già fatto dei raduni in tutte le zone del territorio, ma è necessario far venire chi ha desiderio di migliorarsi o semplicemente di divertirsi in palestra a sviluppare la parte tecnica che è fondamentale in uno sport di racchetta. Nei Paesi dell’Est, da dove provengo, i bambini giocano a ping pong tutto il giorno perché un tavolo si trova in ogni spazio ricreativo. Se qui non ci sono li portiamo noi e li facciamo provare: sono sicuro che è il metodo più facile e divertente. Sono qui per questo e sono a disposizione del Circolo Prato 2010 che ha questo bel sogno».
«In Italia si aspetta troppo a far scendere in campo i giovani – prosegue Kun –che invece riescono a dare qualcosa di più perché hanno freschezza e sono senza remore. Si mettono in gioco, possono anche sbagliare, ma lo fanno con il giusto approccio. Non hanno limiti e questo è l'aspetto più importante».
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