Italia
Lascia Baldi il medico del Prato Quarant’anni in biancazzurro
Una vita al fianco dell’ex presidente Andrea Toccafondi col quale è legatissimo «Non mi voglio esprimere in merito al contenzioso tra società e Comune»
PRATO. Il Prato mentre si appresta a giocare la sfida di domenica prossima con la Massese, alle 14,30 al nelli di Oste, senza bomber Moreo e dopo la sconfitta con l'Aglianese che ha rimesso in zona pericolosa gli uomini di De Petrillo. Nel frattempo la compagine laniera deve fare i conti con un' uscita illustre: Roberto Baldi, medico della società laniera da oltre 40 anni.
«Lascio dopo una vita nel Prato Calcio come tifoso, come cronista e come responsabile sanitario, incarico quest’ultimo svolto a titolo puramente gratuito senza nemmeno chiedere rimborso per le spese sostenute in trasferte e via di seguito, in mezzo ad occupazioni sanitarie che mi inducevano alla direzione di ben tre primariati in ambito ASL fra cui la medicina dello sport primo servizio pubblico in Italia, presidente della commissione regionale di appello per le non idoneità sportive, presidente dell’Associazione medici sportivi di Prato, presidente di convegni nazionali e di numerose pubblicazioni medico-sportive, specialista medicina dello sport, medicina del lavoro, idoneità ospedaliera malattie respiratorie ottenute tutte con il massimo dei voti, autore di numerose pubblicazioni sportive fra cui: L’abc del campioncino”, “Arcipelago sport"”, “Indagine sulle abitudini alimentari degli sportivi”, “Per non chiamare fatalità l’incidente e “Medicina e traumatologia dello sport” quest’ultimo in collaborazione con i colleghi Massimo Fioriti e Giorgio Galanti, in uso alle scuole di specializzazione in medicina dello sport - sottolinea in una nota Baldi - Lascio in un momento difficile per il Prato, senza avere la forza di parlarne all’attuale presidente Paolo Toccafondi perché so che me le vedrei respinte le dimissioni per l’affetto che ci lega. Mi ricordo quando ho iniziato a seguire il Prato, insieme all'epoca a Nedo Boscherini, con Andrea Toccafondi presidente e Paolo che faceva il raccattapalle. Misi la foto sul giornale e mi chiamò subito la signora Luciana (che non conoscevo) per dirmi che in quel momento (all'epoca era successo il rapimento Soffiantini) era meglio tutelare il bambino. Da quel momento mi sono sentito sempre addosso una sorta di tutela tacita nei confronti della famiglia Toccafondi. Con l’ex presidente Andrea Toccafondi con cui c’è sempre stato un legame solidissimo di stima, di amicizia e di reciproco rispetto ho condiviso tanti momenti e quello forse più particolare è stato il suo 60° compleanno a Bergamo con pochi amici. A questo si aggiungono tanti rapporti personali con allenatori, collaboratori e giocatori dove ho cercato di stabilire un rapporto fiduciario».
Non si esprime sulla vicenda che non ha permesso al Prato di essere ripescato. «Tralascio, per evitare strumentalizzazioni politiche, ogni giudizio verso la vicenda che ha portato l’A.C. Prato al contenzioso con l’Amministrazione comunale, di cui si stanno occupando le sedi giudiziarie e il cui perdente è soprattutto la città - conclude - Auguro tutto il bene possibile ai collaboratori della fisioterapia che mi sono stati di aiuto prezioso, ai medici che mi hanno supportato nel compito di responsabile sanitario, ai giocatori, all’apparato tecnico con in testa gli ottimi Alessio De Petrillo e Gianni Califano, ai tifosi superstiti con un commosso “Forza Prato”».
Vezio Trifoni
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