Italia
Prato, no al ripescaggio in serie C Il sindaco manda gli atti in Procura
Nel giorno in cui la Federcalcio respinge la domanda presentata da Toccafondi si inasprisce lo scontro col Comune. Biffoni: «La cessione è stata un bluff»
PRATO
Il Prato per ora rimane in serie D. La domanda di ripescaggio della formazione biancazzurra non è stata accolta. La Federcalcio ha respinto la domanda del Prato a causa dell’indisponibilità dello stadio Lungobisenzio. La società laniera adesso avrà la possibilità di presentare ricorso al Collegio di garanzia del Coni. La discussione del ricorso è prevista il 10 agosto ma quasi sicuramente slitterà al 20 con i calendari e i gironi che sono stati spostati dalla Federcalcio a mercoledi con lo slittamento dell’inizio del campionato alla prima domenica di settembre.
Respinta anche la richiesta di ripescaggio del Como. Sono state invece ammesse la Cavese, l’Imolese e la seconda squadra della Juventus.
Ieri doveva essere il giorno della cessione e invece così non è stato. Il gruppo Italo canadese dell’avvocato imprenditore Joseph Romano aveva fissato nello studio notarile De Luca il passaggio del 100% delle quote dell’Ac Prato da Toccafondi al gruppo nordamericano e questa operazione avrebbe sancito anche l’ok della Federcalcio perché avrebbe sbloccato lo stadio in quanto il sindaco Biffoni avrebbe dato la disponibilità del Lungobisenzio e quindi anche il ripescaggio. Ora la situazione si fa sempre più complicata perché i tifosi del Prato sostengono la linea del primo cittadino, mentre i genitori e i bambini delle giovanili hanno parlato con Biffoni per capire quale sarà la fine del vivaio biancazzurro dopo il diniego del ripescaggio.
E ieri pomeriggio il sindaco ha annunciato che invierà in Procura gli atti della sfumata cessione perché si accerti se sono stati commessi dei reati.
«Resto sbalordito dalle dichiarazioni dell’avvocato Joseph Romano - ha scritto il sindaco - che ha fissato la data del contratto fuori tempo massimo per il ripescaggio, che aveva garantito di aver mandato un milione di dollari canadesi che si sono persi per la strada e che ora potrebbe farci vedere almeno i biglietti aerei acquistati per essere a Prato oggi per la definizione dell’acquisto, come aveva annunciato. Paolo Toccafondi è venuto spontaneamente in Palazzo Comunale, dal sindaco, dichiarando di voler cedere a zero euro la società e chiedendomi di aiutarlo a trovare una persona interessata. Un lavoro che ho svolto volentieri perché riconosco il valore di una squadra cittadina che funzioni. Poche ore dopo, con pec agli uffici competenti, l’Ac Prato ha comunicato il recesso dall’aggiudicazione dalla gestione dello stadio Lungobisenzio e lo scioglimento da ogni vincolo. Ed è da quel momento che la società non ha più la disponibilità della struttura, avendovi rinunciato poiché lo stadio era ritenuto sovradimensionato per una squadra di serie D». Infine sbotta: «Tendo ad essere il più possibile lento all’ira, che ritengo spesso essere uno spreco di energie, ma dopo l’intervista dell’avvocato Joseph Romano faccio fatica veramente a trattenermi. Siamo alle comiche vorrei dire. Romano voleva in Prato in Serie C? Bastava che venisse 15, 10, 5, 3 giorni fa e avrebbe avuto il Prato in serie C. Bastava firmare quel contratto dal notaio. Ma per firmare il contratto dal notaio bisognava prendere un volo che non è mai stato preso e magari evitare di venire il 3 (la scrittura privata è del 7 luglio! ) e muoversi qualche giorno prima! Sono stato contattato tutte le volte in cui le cose sembrava andassero male e quindi trovo veramente bizzarro il silenzio quando la fase diventa veramente cruciale. Siamo alla pantomima, troppe cose non tornano e come sindaco non posso fare finta di niente». —
VEZIO TRIFONI
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