Lutto
Giagnoni brinda nella sua Prato. Vince in volata e resta in rosa
Una ottantina di corridori hanno dato vita alla tappa pratese della competizione facendo per cinque volte un circuito cittadino. Lunghe code: qualche protesta per il traffico
PRATO. È il capitano Christian Giagnoni a vincere la 3° tappa del Giro d’Italia handbike a Prato. L’atleta pratese in 1h01’13” conquista il Trofeo Gastone Nencini nella sua città in una volata all’ultimo giro di gara.
Spettacolo nello spettacolo con ben 80 handbikers che hanno preso il via da viale Piave in una giornata di sole estiva ma con grande grinta e determinazione quasi tutti gli atleti sono riusciti a conquistare l’arrivo. Tante storie da raccontare con bikers che arrivavano da Varese, Bergamo, Viterbo e addirittura dal Brasile.
«È la più grande soddisfazione della mia vita – spiega Giagnoni – vincere a Prato davanti ai miei tifosi e alla mia famiglia è stato qualcosa di eccezionale e devo ringraziare chi è riuscito a portare il Giro a Prato. Il circuito era bello e veloce anche se la giornata calda ma sul percorso e soprattutto in viale Piave c’era tantissima gente e tanti bambini che mi incitavano. Non potevo mollare e così è stato». Nella categoria MH1 ha vinto Riccardo Cavallini mentre nell’0Mh2 è stato Samuel Marchese il più veloce. Nell’MH3 Stefano Villa ha preceduto Alex Landoni e Roberto Brigo. Nell’Mh4 Christian Giagnoni ha preceduto Fatmir Kuezi e Maicon Chacas Da Conceicao, nell’MH5 Fabrizio Bove vince su Samuele Marcantonio e Mirko De Cortes. nella categoria MHQ Alberto Glisoni ha preceduto Attilio Ambrosone. Tra le donne WH1 vince Natalia Beliaeva, nell’WH2 Roberta Amadeo, WH3 Francesca Porcellato precede Ionela Roxana Dobrica mentre nell’WH4 Silke Pan precede Romina Modena e Grazia Colosio.
«Prato ha risposto alla grande a una manifestazione davvero speciale – spiega Matteo Biffoni, sindaco di Prato – un entusiasmo unico con Giagnoni che ha vinto davanti al suo pubblico».
«Mio padre sarebbe davvero contento di poter abbracciare questi campioni – dice Elisabetta Nencini – il Trofeo a lui dedicato è davvero meritato perché il coraggio e la passione erano due valori di Gastone Nencini» . Più di 100 volontari per questa manifestazione che arrivava per la prima volta in città. «L’abbiamo voluta fortemente e ho visto una grande partecipazione – spiega Simone Faggi, assessore allo sport e vicesindaco – è stata molto bella la presenza dei bambini con i genitori. penso che un giorno così si ricordi sempre e con grande spirito. Siamo entusiasti e ringrazio la polizia municipale e l’organizzazione e tutti i cittadini che sono venuti a tifare» . Alla fine anche l’organizzazione del Giro d’Italia tramite il suo presidente Andrea Leoni ha voluto ringraziare Prato, «È stata una tappa eccezionale e davvero rosa perché ho visto tutti gli atleti stanchi ma felici di esserci stati – spiega Leoni – credo che questa sia la dimostrazione che il Giro sta crescendo e che se gli organizzatori vogliono farlo disputare in una città bella e storica come Prato è la dimostrazione che c’è qualcosa di valore che crea questo evento. Brava Prato e bravo Giagnoni».
"Noi imbottigliati nel traffico tutto il pomeriggio". Non sono mancate le proteste da parte di diversi cittadini che si sono trovati imbottigliati in alcune strade chiuse per permettere lo svolgimento della corsa in sicurezza. Via Marx, via Zarini, via Valentini e la tangenziale sono diventate. «E’ una vergogna - ha detto Patrizio Rosi - Siamo prigionieri senza possibilità di uscita». Matteo dell’Hairdresser ha lamentato invece un mancato incasso. —
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