Sicurezza
Lo stadio supera l’esame Il Lungobisenzio è agibile
Finisce dopo un anno il calvario dell’impianto, condizione indispensabile per la domanda di ripescaggio e la cessione della società alla cordata canadese
PRATO. Lo stadio Lungobisenzio ha passato l’esame della Commissione vigilanza pubblici spettacoli che al termine del sopralluogo effettuato ieri mattina ha rilasciato l’agibilità senza prescrizioni alla struttura.
La settimana scorsa la Commissione aveva rilevato problemi nelle rifiniture e si era congedata lasciando un elenco delle ultime, piccole ma necessarie cose da sistemare. Negli ultimi sette giorni tutto è stato fatto secondo le prescrizioni e così come è ora lo stadio è stato ritenuto idoneo.
Dunque, dopo l’ultima disgraziata stagione durante la quale la squadra è stata costretta a giocare in trasferta sul campo Mannucci di Pontedera, costringendo una manciata di irriducibili tifosi a fare ogni volta decine di chilometri per poi assistere a una triste retrocessione, il Prato può tornare a giocare in casa per davvero.
L’agibilità è importante anche per un altro motivo, perché spiana la strada per presentare domanda di ripescaggio in serie C. Si calcola che la domanda costi circa 300mila euro e la presentazione dell’istanza è stata uno dei punti della trattativa che poi si è tradotta nell’intesa preliminare siglata per la cessione della squadra dal patron Paolo Toccafondi alla società canadese guidata dall’avvocato Joseph L. Romano, un legale con studio a Toronto specializzato in cause legate agli incidenti stradali. L’intesa tra Toccafondi e la cordata italo-canadese è subordinata al deposito, entro il 23 luglio, delle coperture finanziarie utili a concludere l’affare e all’esito positivo della domanda di ripescaggio che, secondo gli addetti ai lavori, ha tutte le carte in regola per essere presentata dopo il rilascio dell’agibilità allo stadio in seguito ai lavori durati più di un anno.
Su quegli stessi lavori la Procura ha chiuso proprio in questi giorni una lunga inchiesta che era partita dalle indagini sull’arrivo illecito in Italia di alcuni giovanissimi calciatori provenienti dalla Costa d’Avorio. Da una costola di quell’indagine nacquero poi gli accertamenti sulle presunte irregolarità nei lavori di adeguamento del Lungobisenzio. Indagini che, stando alle conclusioni depositate dalla Procura, avrebbero accertato manovre poco chiare da parte del funzionario Luca Piantini. In particolare il funzionario è accusato dai sostituti Gestri e Boscagli di aver regolarizzato ex post le autorizzazioni all’inizio dei lavori, per accontentare il presidente del Prato che cercava di accelerare la ristrutturazione.
Uno sforzo inutile, come si è visto poi, perché il cantiere fu sequestrato per alcuni giorni e i lavori, che dovevano finire entro dicembre o al massimo febbraio si sono protratti fino alla fine del campionato e anche oltre. Ora si volta pagina, in attesa di conoscere il futuro sportivo della società. —
BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
