Il Tirreno

Prato

Moretti e la Balilla del 1934 primi alla Corsa di Alcide

di Pasquale Petrella
Moretti e la Balilla del 1934 primi alla Corsa di Alcide

Seicento chilometri con centodue prove speciali a bordo di auto d’epoca  per ricordare il ristoratore che da Poggibonsi andava a prendere il pesce sulla costa 

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PRATO. La Corsa di Alcide incorona il pratese Alessandro Moretti ed il tarantino Fabio Loperfido con la loro Fiat Balilla Sport Coupé del 1934. Ed è stato un autentico en plein per la coppia ormai collaudata perché non solo ha vinto la classifica assoluta della Corsa di Alcide ma anche il Gran Premio del Chianti e alcuni dei trofei messi in palio dagli sponsor come le 103 bottiglie di vino per aver vinto il Trofeo Bruno Macchi che aveva la peculiarità di dover effettuare 11 passaggi concatenati e rilevati al millesimo di secondo. E averli centrati con una Balilla sport coupé carrozzata Simca del 1934 ha davvero dello straordinario.

Al secondo posto il duo Rampello-Migliorati, a bordo di una Triumph TR3 del 1956, seguito dalla coppia Sisti-Gualandi, su Lancia Lambda del 1929.

La Corsa di Alcide è una gara di regolarità classica aperta alle auto storiche antecedenti il 1971. Giunta quest’anno all’VIII° edizione, è iscritta al calendario Aci Sport ed è entrata da subito a far parte del nuovo Trofeo Superclassiche Cup 2018. Si tratta di un percorso di circa 600 chilometri disseminato di 102 prove cronometrate molto tecniche che ha visto i corridori partire da Poggibonsi, scendere nella Val d’Elsa a Grosseto, poi nel Parco Naturale dell’Uccellina, lungo le strade dell’Argentario, fino a Porto Ercole, quindi Orbetello, e risalire verso la Val d’Orcia a Montalcino e Buonconvento. Poi il passaggio da Siena e Monteriggioni percorrendo la Cassia per tornare a Poggibonsi. «Alcide è il nome del capostipite della famiglia Ancillotti, attiva a Poggibonsi dal 1849 nell’accoglienza e nella ristorazione. Da allora si sono succedute ben sei generazioni di Ancillotti, che hanno sempre portato avanti la memoria di Sandro e Beppe, figli di Alcide – scrive Himara Bottini per Ruoteclassiche - Erano loro, infatti, negli Anni 30, a correre come matti da Poggibonsi all’Argentario per portare il pesce fresco su mezzi che, a quei tempi, non erano ancora refrigerati. Il loro via vai ha scandito il tempo nella vallata per decenni, fino agli anni Sessanta, quando nacquero i primi veicoli frigorifero. Ed è proprio per ricordare queste imprese, che hanno segnato un momento sociale ed economico in piena fase di trasformazione tra gli anni '40 e '50, che il Gruppo Alcide (leader oggi nella ristorazione e distribuzione di prodotti ittici) ha voluto creare questa corsa».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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