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Toccafondi lascia «Regalo il Prato, parlate col sindaco»
Il presidente ha incontrato Biffoni e ha annunciato l’intenzione di uscire dalla società entro la fine di giugno
PRATO. Dopo 38 anni sta per finire l’era Toccafondi alla guida del Prato. Dopo la retrocessione in serie D maturata sabato scorso, il presidente Paolo Toccafondi ha di fatto consegnato la società nelle mani del sindaco Matteo Biffoni con il compito di trovare un acquirente, dopo un incontro con il primo cittadino e il vicesindaco con delega allo Sport Simone Faggi, durato oltre un’ora in Palazzo Comunale. Toccafondi ha ribadito di aver terminato il suo impegno con il prossimo 30 giugno. «Ho dato mandato di vendere il Prato a 0 lire al sindaco Biffoni – spiega Paolo Toccafondi dopo l’incontro con il primo cittadino – chiaramente a una persona o un gruppo serio. Ora non ci sono più scuse». Così ora tutto passa nelle mani del sindaco che avrà mandato pieno. «Cercheremo di trovare subito degli interlocutori».
«Lascio una società sana e senza debiti – continua Toccafondi – L’unica cosa che chiedo è una fideiussione sui crediti ancora da incassare». Per il Prato potrebbe quindi aprirsi un nuovo scenario lontano dalla famiglia Toccafondi che nel bene e nel male ha caratterizzato le vicende della società biancazzurra dal 1979, prima con Andrea, poi negli ultimi anni con il figlio Paolo.
«Chi ha intenzione e voglia di acquistare il Prato può venire a trattare dal sindaco in modo che si possa avviare questo percorso per il bene della città - dice Biffoni- Ci metteremo subito al lavoro, anche se al momento non abbiamo alcun nome. Mi attiverò per capire se ci sono le condizioni in città o comunque se c’è chi è interessato a questo tipo di investimento. Prendo atto di un atteggiamento rigoroso da parte della società e ora chi ha intenzione, voglia, possibilità di farlo può rivolgersi al sindaco. Fino ad oggi nessuno ha svelato il proprio interesse, vediamo se ora a condizioni diverse si troveranno investitori per il futuro dell’Ac Prato». Un bel rebus perché ora chi si farà avanti è vero che non avrà più come interlocutore Toccafondi ma dovrà trovare risorse importanti. Almeno 250mila euro per la fidejussione, più o meno la stessa cifra per aderire al ripescaggio se chiaramente il nuovo proprietario vorrà rimanere in serie C. Successivamente allestire una squadra con giocatori e staff tecnico completamente nuova. Nella peggiore delle ipotesi, il Prato rischia di sparire dal panorama del calcio.
Vezio Trifoni
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