Il dolore
Marta Pagnini in un libro col piglio di una... farfalla
Venerdì 6 aprile alle 18 nella libreria Feltrinelli in via Garibaldi la presentazione del libro autobiografico della campionessa di ginnastica ritmica
PRATO. La campionessa pratese Marta Pagnini si racconta in un libro «Fai tutto bene - Come la fatica mi ha insegnato a vincere» per Baldini e Castoldi che verrà presentato domani alle 18 alla Libreria Feltrinelli di via Garibaldi a Prato. Dopo una carriera sportiva di livello mondiale con due partecipazioni alle Olimpiadi, un titolo di cavaliere, tante vittorie continentali e capitana delle Farfalle alle ultime Olimpiadi di Rio de Janeiro ha voluto raccontare la sua storia perché sia modello per altri. Il libro scritto con la giornalista Ilaria Brugnotti, prima firma della ritmica italiana, ripercorrere la sua storia da quando ha iniziato fino adesso.
Come è nata l’idea di scrivere un libro?
«All’inizio avevamo pensato di scrivere la storia di mia nonna, poi con l’allenatrice della Nazionale, Emanuela Maccarani, ci siamo dette che sarebbe stato giusto metterci anche la mia storia. E così a ottobre è stato scritto il primo capitolo. Con le idee chiare abbiamo fatto presto a completarlo, del resto conosco Ilaria da tanti anni: il suo sito sulla ritmica è il più importante d’Italia. E’ stata una bella esperienza, alla quale abbiamo dedicato tante energie. Lo rifarei senz’altro».
Ma come è nata la tua storia d’amore con la ginnastica?
«In realtà mi ci ritrovai per caso, fu la ginnastica a trovare me. Mia mamma mi ci portò (all'Etruria) per fare un po’ di attività fisica. Però poi direi che è andata piuttosto bene».
Lo sport e la ginnastica ritmica sono le tue passioni e lo metti in luce nel libro ma soprattutto vuoi evidenziare come riuscire a superare i momenti più difficili e trasformarli in vittorie.
«Esatto, è soprattutto un libro motivazionale, dove emergono gli aspetti emotivi, la reazione alla sconfitta, la lotta contro gli ostacoli - spiega Pagnini - Tante cose nemmeno le ricordavo, soprattutto riguardo ai primi anni, di quando ero piccola. E’ stato prezioso l’aiuto di mia mamma Grazia».
Fondamentale anche quello di tua nonna.
«Io sono cresciuta con mia nonna Maria, anche perché i miei genitori hanno sempre lavorato tantissimo. Passavo molto tempo con lei, una donna determinata, ma dolce e affettuosa. Per me è stata una vera maestra. E’ stato difficile perderla - mentre Marta volava per le Olimpiadi di Rio de Janeiro - per me era un pilastro. In quel momento poi... Ma in seguito anche quella perdita è stata uno stimolo per trovare forza».
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