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Prato

Erika, la campionessa sul triciclo: «Il nome è giusto ma va a 70 all’ora»

di Fabrizio Prota
Erika, la campionessa sul triciclo: «Il nome è giusto ma va a 70 all’ora»

La quattordicenne Bolognesi ha vinto il titolo toscano e quello italiano nella categoria junior di drift trike

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VAIANO. Quattordici anni, la passione per la velocità e grinta da vendere. È l’identikit di Erika Bolognesi, la giovane vaianese che domenica 26 novembre è stata incoronata campionessa italiana e campionessa regionale toscana nella categoria junior di drift trike, la disciplina sportiva che consiste in una discesa a tutta velocità su asfalto a bordo di speciali tricicli. Specialità nata in Nuova Zelanda, fa parte del mondo dello “speed down”, caro agli amanti dell’adrenalina (che comprende anche sport come longboard, streetluge e gravity bike), e sta prendendo sempre più campo anche nel nostro Paese. Erika ha ricevuto il doppio riconoscimento nella categoria junior – che raggruppa i ragazzi dai 6 ai 16 anni – a Parma, in occasione delle premiazioni ufficiali a livello nazionale dei campionati della disciplina. Decisiva per la vittoria la gara di Schignano dello scorso 17 settembre, organizzata nell’ambito del Gran Premio Valbisenzio di speed down dall’Astac (Associazione sportiva toscana amatori carretti) Valbisenzio, di cui Erika fa parte.

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Erika, come si è avvicinata a questa disciplina?

«Ho cominciato un anno fa. Mio papà – Walter Bolognesi, storico membro di Astac Valbisenzio – e mio fratello correvano con i carretti, quindi l’ho fatto anch’io. All’inizio dell’estate 2016 perciò partecipai ad una gara ad Xtreme Valley a Vernio, ed è là che ho scoperto il drift trike. Mi sono appassionata ed ho chiesto a mio padre di procurarmene uno. E da lì è nato tutto».

Come mai proprio il drift trike?

«Perché per me è più adrenalinico. Prendere le curve correndo il rischio di intraversarsi, sentendo andare via il posteriore del mezzo (“drifting” in gergo, appunto) è molto divertente. Mi dà delle emozioni in più».

Che sensazioni prova quando corre?

«Mi sento libera. Tutto quello a cui stavo pensando prima di partire scompare e mi concentro solo su come prendere le curve, mantenere la velocità e la direzione».

Ha mai paura?

«Dipende dai percorsi e da quante protezioni ci sono lungo il tragitto. In generale comunque no, prevale il divertimento. Anche perché amo la velocità. (A determinate pendenze la velocità di discesa dei drift trike arriva anche a superare i 70 chilometri orari ndr)».

Sono molte le ragazze che praticano questa attività?

«No, in realtà sono l’unica in Italia. Ci sono poi un paio di atlete donna nella categoria senior».

Si allena spesso?

« In realtà ci alleniamo durante le gare o in occasione delle “free rides”, manifestazioni che organizzano discese libere per divertimento. Non ci sono infatti ancora dei veri e propri circuiti dove fare allenamento – le discese devono essere fatte su strade asfaltate, di una certa lunghezza –. Però ci sono molte gare, anche in Toscana. Sono fuori per correre quasi tutti i fine settimana. Le rimane il tempo per studiare? Certamente. Frequento l’istituto alberghiero a Montecatini».

Ha praticato altri sport?

« In passato ho provato il surf. Adesso, oltre al drift trike, faccio danza hip hop. E ho la moto».

Quali sono i progetti per il suo futuro sportivo?

«Mi piacerebbe provare i kart senza motore. Anche quelli vanno forte».
 

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