Il Tirreno

Prato

Luis Otano, la leggenda del rugby pratese, lascia Prato

di Niccolò Tempestini
Luis Otano
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Luis Otano

Prato, sedici anni da giocatore e tecnico dei Cavalieri e Cavalesto. «Non è facile lasciare questa città, la mia vita è tutta qui»

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PRATO. Il tormentone dell’estate “sole, cuore, amore” di Valeria Rossi si ostinava a risuonare sull’ultimo scorcio d’estate, le torri gemelle si distinguevano nello skyline di New York e Totti aveva da poco conquistato lo scudetto con la Roma quando arrivò in città per vestire la maglia dei Cavalieri un argentino di nome Luis Maria Otano. Era il settembre 2001, sedici anni dopo Luis saluterà gli amici, lascerà Prato e inizierà una nuova avventura, a Torino, come allenatore dell’under 18 e della mischia dei seniores.

Originario di Mar del Plata, il terza linea argentino era stato notato dalla società pratese in una partita con l’Alghero, in serie B. Guglielmo Prima, compianto coach dei tuttineri, non aveva esitato nell’individuare in questo robusto argentino il primo rinforzo per la squadra in vista dell’agognata rincorsa alla promozione in serie A. Neanche Guglielmo avrebbe potuto immaginare quello che Otano nei 16 anni seguenti sarebbe potuto diventare per la comunità rugbistica pratese, ma soprattutto per la città che lo ha ospitato e per coloro che ha conosciuto. Da subito cardine di una squadra destinata a scrivere la storia del rugby pratese, Luis Otano iniziò nel 2001 l’avventura con la maglia dei Cavalieri durata 9 stagioni, alcune delle quali da capitano, una cavalcata dalla serie B all’Eccellenza, senza mai tirarsi indietro, placcando chiunque e dimostrando un attaccamento ed una passione inimmaginabili.

Per più di 5 anni Otano scese in campo in ogni partita di campionato o amichevole, probabilmente un record, interrotto soltanto da una trasferta in Argentina per motivi familiari. «Ho fatto un po’ di tutto con il rugby qua - racconta Otano in un italiano ancora stentato negli accenti - sono arrivato come giocatore, ho fatto il preparatore e l’allenatore, ho avuto la fortuna di essere coinvolto a più livelli in questo sport in un periodo bellissimo». Allenatore dell’Unione Prato Sesto nell’anno della promozione in serie A, delle giovanili Gispi dal 2001 al 2003, Otano ha ricoperto il ruolo di preparatore atletico dei Cavalieri prima e dell’Unione Prato Sesto dalla stagione 2008. «Ho lavorato con gli adulti, ma anche con i giovani - spiega Otano - ero tra i primi allenatori del settore minirugby Cavalieri e quest’anno ho avuto l’esperienza della under 14 a Sesto. Ho avuto un percorso totale nel rugby pratese, pieno di passione e entusiasmo, ho vissuto le realtà crescenti di Sesto e dell’accademia federale in città».

Trapiantato da anni a Vaiano, Luis ha cresciuto qui la sua famiglia radicandosi sul territorio e legandosi al progetto di crescita del rugby pratese iniziato 15 anni fa. «Il rugby mi ha portato qui, ma è quello che ho trovato oltre la palla ovale che mi ha fatto restare la maggior parte della mia carriera e buona parte della mia vita- spiega Otano - Qui ho trovato degli amici con i quali è stato un piacere condividere i momenti belli e superare quelli brutti».

Nonostante i 46 anni Otano continua a giocare a rugby negli Italian Classic, la selezione di vecchie glorie che difende i colori azzurri in varie manifestazioni, ma anche crossfit, lotta e palla grossa con la quale ha vinto 2 volte il trofeo con i verdi di San Marco. Professionista umile e da tutti rispettato Otano ci svela il suo ricordo più bello di questi 16 anni: «Senza dubbio la vittoria sul campo della Benetton Treviso in Eccellenza a gennaio 2010». La scelta di allontanarsi da Prato è dovuta a prospettive professionali diverse che dopo anni possono essere uno stimolo fondamentale per chi più di altri si è sempre distinto grazie alla passione. «Non è facile andar via, mi consola pensare che sia un arrivederci» conclude Otano.

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