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Prato

Prato, il sogno spezzato. Tornerà Toccafondi

Vezio Trifoni
Alessandro Sanesi
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Alessandro Sanesi

Dopo il passo indietro del presidente Radici, anche gli sponsor si fanno da parte «Se non cambia qualcosa in società non possiamo più stare dentro»

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PRATO. È passato un anno e la scommessa dei tifosi sembra perduta. Il Prato molto probabilmente tornerà nelle mani della famiglia Toccafondi. Dopo la rinuncia di Nicola Radici a continuare ad essere presidente dell’Ac Prato 1908 ora arriva la volontà degli sponsor di far chiarezza e di avere un cambio societario vero. Orgoglio Pratese, che mette insieme il gruppo di sponsor che unisce Prato Feels e Cardato Riciclato oltre ai soci singoli, ha raccolto sotto forma di sponsorizzazioni e adesioni circa 600.000 euro che hanno valso il 51% del Prato calcio e quindi la possibilità di essere maggioranza all’interno del consiglio di amministrazione del Prato. L’altro 39% lo detiene la famiglia Toccafondi e il restante 10% Franco Tocci.

«Se non ci sarà un cambio societario il coordinamento che Prato Feels e Cardato Riciclato hanno fatto in questi anni verrà meno – spiega Alessandro Sanesi, coordinatore degli sponsor e consigliere del Prato – Noi vogliamo che tutti stiano dalla stessa parte e in questo momento, se non c’è un cambiamento e lo dico chiaramente, il fatto che il tifo organizzato non è parte del progetto, anche il nostro coordinamento verrà meno».

Non c’è stata una scelta condivisa?

«Proprio così, se non c’è unità d’intenti è inutile andare avanti. Prima di parlarne esternamente abbiamo già avvertito Paolo Toccafondi e quindi o c’è un cambio vero o altrimenti Prato Feels e Cardato Riciclato escono dal progetto. È chiaro che non ci sarà più un nucleo che coordina ma chi vuole continuare a fare da sponsor al Prato è libero di farlo e lo può fare indipendentemente dal nostro gruppo».

E se arrivasse un nuovo proprietario?

«A quel punto le cose sarebbero diverse e se tutte le componenti iniziali di Orgoglio Pratese apprezzassero e stessero dentro, allora potremo riparlarne».

Quindi il trust viene meno?

«Da parte nostra così non vogliamo più fare battaglie o scontri che non servono a niente perché noi siamo solo a dare una mano e per noi deve essere un divertimento. Se poi i soci singoli in assemblea riescono a raccogliere un certo importo possono provare a dire la loro. Noi vogliamo una programmazione e l’idea era quella di fare un campionato diverso. Dopo la stagione appena passata sono sicuro che la raccolta sarebbe stata minore e se non si arriva a una cifra congrua (almeno un milione di euro) non si può aspirare a posizioni diverse da quelle degli ultimi anni. Comunque noi siamo tifosi del Prato e lo sosterremo sempre».


 

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