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Prato, la ricetta di Di Stefano: «Meno belli e più concreti»

di Vezio Trifoni
Prato, la ricetta di Di Stefano: «Meno belli e più concreti»

L’ex giocatore e tecnico dei biancazzurri analizza il difficile momento della squadra di Malotti. A Livorno, se partirà titolare, sarà difficile anche per Tavano, contestato dai tifosi amaranto

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PRATO. Il Prato cerca punti a Livorno. All'Ardenza domenica 6 (fischio d’inizio alle 14,30) entrambe le squadre sono chiamate a dimostrare di valere e sarà un derby davvero infuocato per i punti in palio. Chi ha giocato ed è stato allenatore del Prato nel 2007-08 è Oliviero Di Stefano che ha visto i biancazzurri nel match con la Lucchese.

«Dispiace la situazione perché Prato la considero una delle esperienze più belle della mia carriera da calciatore - spiega Di Stefano - C'era un clima bellissimo tra la squadra e i tifosi, un'alchimia unica. Poi sono tornato da allenatore e non posso dire niente della società anzi in termini positivi perché ha sempre adempiuto ai contratti rispetto ad altre società che sono fallite o davano la parola e poi era carta straccia».

Il Trust dei tifosi ora è entrato in società con la maggioranza.

«Non conosco il passaggio ma anche quando allenavo c'era sempre questo rapporto difficile tra i tifosi e la società. Non è cambiato e questo è un peccato perché la società è sempre stata solida».

Ha visto il Prato quest'anno?

«L'ho visto a Lucca (Di Stefano allena la Berretti della Lucchese, ndr) e devo ammettere che il Prato mi aveva fatto una buona impressione. Il calcio è fatto di episodi e in quel caso un difensore ha commesso un errore e poi la partita è andata a senso unico nel secondo tempo. Ho visto una buona impronta di gioco ma forse ci vuole più concretezza che bellezza».

Un ex del Livorno è Ciccio Tavano che in amaranto ha collezionato 138 presenze e 54 gol. Il 1º luglio 2007 passa a titolo definitivo al Livorno. Sceglie la maglia numero 10. Esordisce in campionato il 25 agosto in Juventus-Livorno e realizza la sua prima rete in campionato il 16 settembre contro il Genoa, su rigore. Il 28 ottobre, in Parma-Livorno (3-2), mette a segno la sua prima doppietta in maglia amaranto. Chiude la stagione con 30 presenze e 10 reti, che non bastano ai labronici per salvarsi. Diventato capitano degli amaranto il 30 agosto 2008, all’esordio in campionato, mette a segno una tripletta in Avellino-Livorno (1-3) la prima in carriera.

Chiude la stagione con 24 reti, laureandosi capocannoniere del campionato, trascinando gli amaranto in Serie A. Il 25 ottobre 2009 una sua rete permette ai labronici di imporsi sulla Roma (0-1),ottenendo una vittoria allo Stadio Olimpico che ai toscani mancava da 62 anni. Termina il suo rapporto con il Livorno dopo 138 presenze e 54 reti con un distacco che i tifosi amaranto non gli hanno perdonato e sarà certamente un ritorno non indolore. Sarebbe stato un ex anche Leonardo Acori, ma ora la patata bollente è nelle mani di Roberto Malotti.

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