Sicurezza
All’Ardenza il derby tra due delusioni
Il Prato non riesce ancora a trovare il bandolo della matassa Il Livorno è partito per vincere e si è perso per strada
PRATO. Il Prato si prepara per un derby decisivo per il suo cammino e forse per il suo allenatore.
Di fronte si troveranno un Livorno che è stato eliminato dalla Coppa Italia di Lega Pro davanti ad appena 389 spettatori paganti. Decisivi in negativo i calci di rigore. Per gli amaranto dal dischetto hanno sbagliato Luci e Jelenic e così a passare al turno successivo è la Carrarese che era riuscita a portare il match ai tempi supplementari e poi ai rigori.
Un Prato che sarà a Livorno senza Beduschi, fermo per almeno un mese dopo il colpo contro la Lupa Roma a fine primo tempo, e soprattutto con l'obiettivo di fare risultato contro una squadra che ad inizio campionato era considerata la favorita per ritornare in serie B.
Ora questo passo falso in Coppa (ricordiamo che la vincitrice va a fare i playoff) dà un significato molto importante alla partita. In campionato i labronici nell'ultima gara hanno pareggiato a Viterbo per 1-1 e grosso merito l'ha avuto l'estremo difensore Mazzoni che ha parato un rigore ed ha fatto ottimi interventi.
Dopo questa delusione anche mister Foscarini si ritrova in difficoltà e già dopo il match con la Viterbese aveva detto: «Una volta rimasti in superiorità numerica la squadra penso abbia sentito maggiormente il peso psicologico di dover vincere a tutti i costi. Abbiamo provato ad aprire la loro difesa ma in modo confuso. Non abbiamo trovato l’episodio da tre punti, pensavo che questa potesse essere la partita giusta per ripartire». E invece così non è stato. Non hanno convinto i cambi: «Potevo togliere un difensore, ma ho preferito mettere un centrocampista di inserimento. Cerco di utilizzare al meglio quello che ho in panchina. Cellini è entrato nel finale perché non me la sono sentita di rischiarlo prima. Potevo metterlo al 15’ dopo l’infortunio di Maritato, ma se si fosse fatto male di nuovo non me lo sarei mai perdonato».
Panchina a rischio dunque? «Queste domande mi fanno sorridere. Io lavoro con estrema serenità, se poi la società riterrà opportuno prendere altre strade lo accetterò senza problemi».
Le stesse parole che mister Malotti ha detto dopo la sconfitta casalinga contro la Lupa Roma. Tutto il mondo è paese ma per i biancazzurri c'è l'ultimo posto in classifica che vuol dire retrocessione diretta in serie D se il campionato finisse oggi. Un’eventualità alla quale la società non vuole pensare. C'è bisogno davvero di un cambio di marcia e solo i giocatori in questo momento lo possono fare. Sarà senz'altro un derby molto caldo.
Vezio Trifoni
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