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Crisi Prato, Malotti striglia la squadra

Crisi Prato, Malotti striglia la squadra

Per il tecnico è anche una questione di carattere: «Una squadra che vuole salvarsi non può commettere queste ingenuità»

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PRATO. Il Prato esce con le ossa rotte dalla trasferta di Lucca. La formazione di Malotti perde (quinta sconfitta consecutiva fuori casa senza mai segnare) e fa un passo indietro rispetto alla vittoria di domenica scorsa con il Pro Piacenza. Dopo dieci giornate di campionato i numeri dei biancazzurri sono impietosi. Ultimo posto in classifica con 5 punti frutto di una sola vittoria, due pareggi e sette sconfitte, peggiore attacco e peggior difesa. Un Prato che come spesso accade aveva approcciato bene la partita ma al primo affondo degli avversari subisce il gol. Un copione già visto troppo spesso, che penalizza una squadra che dimostra anche una fragilità caratteriale. «La squadra deve cercare di vincere le avversità che in questo momento ci danno addosso - ha spiegato uno sconsolato Malotti - Nel primo tempo se c'era una squadra che meritava di chiudere in vantaggio eravamo noi; ma non è positivo che si entri in area di rigore venti volte in un tempo e gli altri siano avanti di due reti, qualche valutazione va fatta. Ci manca la cattiveria agonistica e la concentrazione, ci esprimiamo solo fino a quando le cose vanno bene, ma poi ci fermiamo quando prendiamo gol. Nella ripresa loro hanno addormentato la partita e noi purtroppo ci siamo adeguati. Sul primo gol eravamo tutti fermi perché ci attendevamo che la palla fosse buttata fuori poiché c'era un giocatore a terra, ma questo è imperdonabile da parte di una squadra come la nostra che si deve salvare, dovevamo continuare a giocare, non fermarci: siamo ingenui. Insomma tante cose ci penalizzano, questa squadra deve cambiare altrimenti salvarsi sarà difficile: caratterialmente la squadra non mi è piaciuta». Una squadra che si arrende alle prime difficoltà ma che forse necessita anche di correttivi a livello di organico. Il cambio di allenatore può aver dato una scossa, ma la squadra continua a commettere gli stessi errori. Diciannove gol subiti in dieci giornate con una media di quasi due gol a partita mettono sotto accusa il reparto difensivo che nonostante i correttivi dimostra la sua fragilità (anche se il problema non è di un reparto ma di squadra). Troppi i gol presi su palle inattive o su errori individuali, ma anche ingenuità che una squadra non dovrebbe commettere come sul primo gol con la Lucchese. La squadra biancazzurra dimostra anche una preoccupante sterilità offensiva. Sei i gol segnati (peggior attacco del girone insieme alla Lupa Roma, prossimo avversario) di cui quattro nelle due partite casalinghe con Tuttocuoio e Pistoiese finite 2-2. Troppo poco per una squadra che in tante partite ha saputo tenere il pallino del gioco senza mai riuscire a incidere.

«Non bisogna trovare alibi e scusanti - dice l'attaccante Di Molfetta - A Lucca siamo mancati nella ripresa dove ci siamo spenti e non deve succedere. Prendiamo sempre gol alla prima azione ed è una cosa che si ripete da inizio stagione, ma anche noi attaccanti dobbiamo essere più cattivi quando ci capitano le occasioni. In questi momenti dobbiamo tirare fuori l'orgoglio perché la colpa è solo nostra».

Vezio Trifoni

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