Il Tirreno

Prato

Gli ultramaratoneti ospiti al Panathlon Prato

Foto di gruppo a fine serata con gli ultramaratoneti fra il presidente Petrella ed il segretario Iannaccone
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Foto di gruppo a fine serata con gli ultramaratoneti fra il presidente Petrella ed il segretario Iannaccone

Katja Carbone, terza alla Pistoia-Abetone 2016, Antonio Mammoli e Marco Albertini con tanti record in competizioni oltre i 50 chilometri hanno parlato di podismo, determinazione mentale e grandi soddisfazioni

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PRATO.  Serata di grande interesse fra sport, solidarietà, voglia di superare i limiti e grandi capacità fisiche e mentali, quella vissuta alla conviviale del Panathlon Prato del presidente Pasquale Petrella che, per parlare di podismo, ha invitato tre atleti con storie e percorsi diversi ma con un’unica grande passione: correre.

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Lei, Katja Carbone, è arrivata terza assoluta e prima delle italiane all’ultima massacrante edizione dell’ultramaratona Pistoia-Abetone di 50 chilometri. Nel suo curriculum ci sono anche la vittoria del trail del Gargano di 34 chilometri e tantissimi podi fra secondi e terzi posti alla Prato Marathon, Prato-Boccadirio, maratona di Madrid, trail del Montanaro. Katja Carbone la corsa ce l’ha nel sangue e non c’è giorno dell’anno che non macini decine e decine di chilometri a piedi o in bicicletta, sull’asfalto o sullo sterrato, in pianura o in montagna. Dal 2014 collabora anche come tester di scarpe e abbigliamento running per la rivista Soul Running e dal 2009 ha il brevetto di primo livello come istruttrice di acquagym.

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Loro sono Antonio Mammoli e Marco Albertini, due ultramaratoneti che vivono in simbiosi macinando chilometri su chilometri con Mammoli spingitore e Albertini, diversamente abile, a indicargli la strada sulla carrozzina. In coppia hanno partecipato per ben tre volte all'ultramaratona del lago Trasimeno di km 58, per 4 volte, dal 2013 al 2016 alla Pistoia Abetone (che Mammoli definisce la più dura in assoluto ) ottenendo la migliore prestazione in 5h 56’. E hanno sconfitto ben due volte volte la 100 km del Passatore nel 2013 e nel 2016. Ma, prima di incontrare Albertini, Antonio Mammoli ha avuto un suo percorso davvero eccezionale che lo ha portato a vestire anche la canotta azzurra benchè sia arrivato al podismo solo ad un’età avanzata, oltre i trent’anni.

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Antonio Mammoli ha iniziato a correre nel 1997 e l'ha fatto subito alla grande con la Pistoia-Abetone specializzandosi sulle lunghe distanze. Così sono arrivate le cinque maglie Azzurre nazionali della ventiquattr’ore disputate in Olanda, Austria, Italia, Spagna e Corea del Sud fra il 2003 ed il 2008. Nel 2005 vince la medaglia d’argento al campionato Mondiale-Europeo a Worschac in Austria. Quindi ha partecipato al Campionato Europeo 24 ore su pista a San Giovanni Lupatoto (Verona) percorrendo 248,440 chilometri. E’ stato medaglia di bronzo individuale, la prima in assoluto in Italia e settima prestazione Mondiale dell’anno. E questo risultato risulta ancora oggi la miglior prestazione M45 su pista. Nel palmares di Antonio Mammoli troviamo poi un titolo italiano Master ottenuto alla Pistoia-Abetone nel 2011, un titolo di campione Italiano master nella 50km su strada conseguito nel 2010' col tempo di 3h33’12”, un titolo di campione Italiano nella 100km in pista nel 2010 con un tempo di 8h01’13”, un titolo di campione Italiano nella 6 ore su strada nel 2008, un titolo di campione Italiano 24 ore in pista del 2007. Inoltre è giunto quarto ai Mondiali 100 chilometri Master disputati a Gibilterra nel 2010 con un tempo di 8h10’23”. Ha inoltre tagliato il traguardo per quattordici volte alla Nove Colli Running di 202 chilometri. Insomma... un uomo sempre di corsa.

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