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Malotti si ripresenta: «Non sono l’uomo imposto da Toccafondi»

Malotti si ripresenta: «Non sono l’uomo imposto da Toccafondi»

Il nuovo tecnico arriva al posto di Acori nel pieno della contestazione dei tifosi e cerca di smarcarsi Il presidente Radici: «L’ho scelto io, era l’uomo giusto per la sua grinta e perché conosce l’ambiente»

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PRATO. Roberto Malotti ha diretto il primo allenamento dopo il ritorno sulla panchina biancazzurra in seguito all'esonero di Leonardo Acori. Per mister Malotti un ritorno dopo il grande risultato dello scorso anno con la salvezza raggiunta nel match spareggio con la Lupa Roma per 3-1.

«E' stato il cuore e quello che ho lasciato in questo spogliatoio a farmi dire di sì un'altra volta - spiega Malotti - Il presidente Radici mi ha chiamato e io ho accettato questa sfida che non sarà facile, ma come tutte le cose che decido di fare metterò tutto me stesso. Io non guardo mai indietro e se ho preso questa decisione vuol dire che avevo qualcosa da ricambiare alla città e al Prato e tutto quello che ho dentro lo trasmetterò in questa nuova avventura».

Ha visto giocare la squadra?

«No perché il primo tifoso del Prato ero io e non sono certo un gufo. Ora affronteremo tutti i problemi che ci sono e cercheremo di tirarci fuori da questa posizione. Non sono abituato a subentrare a settembre perché di solito mi chiamano dopo le feste di Natale. In questa occasione avrò più tempo».

Però iI tifosi hanno scelto di non sostenere più la società.

«Io ho avuto sempre un grande rapporto con la tifoseria pratese e ci parlerò. Comunque io non sono uomo di nessuno. Lo voglio dire ad alta voce ho sempre deciso di testa mia. Toccafondi lo scorso anno mi ha dato l'opportunità della vita. Il mio sogno. Ma io ho allenato dappertutto e non sono mai stato uomo di nessuno. Sono Malotti e basta. Lo farò capire anche ai tifosi».

Nella discussione interviene anche il presidente Radici. «A giugno sono stato io a scegliere Acori anziché optare per Malotti - spiega il presidente - ma ora l'uomo giusto, secondo me, è proprio Malotti per la sua grinta, determinazione e perché conosce l'ambiente. Purtroppo in certi casi bisogna fare delle scelte non popolari per raggiungere un obiettivo, che è quello di fare punti e uscire da questa situazione, e ho deciso in questa maniera. Mi dispiace per i tifosi, sappiano che il Prato è sempre pronto ad accoglierli».

Ma la spaccatura con la tifoseria, ad appena sei giornate dall’inizio del campionato, sembra molto profonda e non sarà facile ricucirla. I tifosi della Curva Ferrovia sono convinti che nel Prato continui a comandare la famiglia Toccafondi e che il siluramento di Acori sia stato deciso da chi detiene il 49% delle quote societarie. La formazione biancazzurra giocherà domenica prossima alle 16,30 a Meda contro il Renate. Per Malotti e la società un momento difficile dove è necessario subito trovare punti per invertire il trend negativo.

Vezio Trifoni

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