Il Tirreno

Prato

La pallanuoto è plurimedagliata ma senza più una squadra

di Vezio Trifoni
La pallanuoto è plurimedagliata ma senza più una squadra

Cinque dirigenti storici pratesi all’attacco: «Dissipato un patrimonio tecnico e sportivo della città Pur con tutte le difficoltà logistiche ed economiche c’era modo e tempo per riformare una società»

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PRATO. Dopo la conquista per Prato di una medaglia d'argento nella pallanuoto femminile con il setterosa dove è stata protagonista Chiara Tabani e un bronzo con il settebello capitanato da Stefano Tempesti, alcuni dirigenti storici della pallanuoto pratese esternano il loro disappunto sull'uscita di scena della Mediostar Prato Waterpolo che non si è iscritta al campionato di serie A1 femminile. Fabrizio Tabani, Luigi Galardi, Massimo Pelagatti, Andrea Biancalani e Agostino Marseglia esprimono il loro rincrescimento e sgomento per la cancellazione di Prato dal mondo della pallanuoto che conta. «In un baleno è stato dissipato un patrimonio tecnico e sportivo che era stato costruito in anni di impegno da parte di tecnici e dirigenti - spiegano i dirigenti pratesi - Dopo una serie di vittorie in tutte le categorie giovanili abbiamo raggiunto la serie A1 con Iacopo Bologna, allenatore che successivamente ha rilevato la società per proseguire l’avventura in A1 con la garanzia della presenza di Stefano Tempesti con un ruolo importante. Questa scelta alla fine si è rivelata sbagliata e ci assumiamo una parte della responsabilità della fine ingloriosa del Prato ma purtroppo del senno di poi son piene le fosse».

Tutte parte dal dopo final six. «Dopo la partecipazione alla final six del maggio 2016 a Messina, conclusasi con un quinto posto molto deludente, il presidente-allenatore Iacopo Bologna ha, di fatto, tagliato i ponti con tutti coloro che con lui hanno collaborato in questi anni, persone ed ex dirigenti, che pur non avendo nessun ruolo nella nuova società, non si sono minimamente risparmiate per aiutare a tutti i livelli, organizzativi e finanziari, la Mediostar Waterpolo Prato - spiegano gli ex dirigenti - Per due mesi c’è stato un silenzio tombale sulla situazione della squadra, anche se eravamo a conoscenza della richiesta delle atlete di un cambio di guida tecnica, che pareva essere stata accolta. Poi nell’ultimo giorno utile per l’iscrizione, è arrivata la rinuncia, motivata da problemi economici, senza dare la possibilità ad altri di intervenire. Non rode tanto il fatto che il presidente Bologna abbia legittimamente scelto di distruggere quella che di fatto è una sua proprietà, quanto piuttosto che non abbia dato ad altri la possibilità di salvare il salvabile. Le ragazze erano tutte pronte a ricominciare con una guida tecnica diversa».

Sono tre i punti sottolineati. « Il primo è che a Prato è oggettivamente difficile fare sport ad alto livello per tanti motivi, fra cui la mancanza di un impianto adeguato, ma questo il signor Bologna lo sapeva perché aveva già lavorato per diversi anni a Prato. La seconda osservazione è legata alla mancata incentivazione del settore giovanile, settore che garantisce introiti finanziari e ricambi di nuove giocatrici. Se non si cura non c’è futuro. Orizzonte, Rapallo, Bogliasco, Padova hanno tutte un settore giovanile bene attrezzato. Prato no … e si vede. E’ vero che forse a Prato c’è da lavorare un po’ di più per sviluppare un buon settore giovanile ma se non ci si prova nemmeno… La terza osservazione riguarda la parte economica. Ci limitiamo a ribadire il fatto che, secondo le nostre informazioni, tutti gli sponsor avrebbero confermato, alcuni addirittura aumentato il budget ed altri ne sarebbero arrivati. Se ciò nonostante il budget per l'anno 2016-2017 non fosse stato sufficiente e questa fosse l'unica ragione della mancata iscrizione, siamo profondamente rammaricati e delusi di non essere stati coinvolti».

E chiamano in causa anche l'Albatros di Prato: «Stefano dov’eri ? Abbiamo ceduto la società a Iacopo Bologna soprattutto perché insieme c’era la garanzia della tua presenza. Nessuno ti ha mai visto e sentito. Da parte nostra non ci resta che dare un grandissimo abbraccio a tutte le meravigliose ragazze della squadra».

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