Gioco
Tempesti affonda, la Tabani spera
Il portiere della nazionale di pallanuoto sostituito nel ko con la Serbia. Stasera Chiara insegue la medaglia d’oro
PRATO. La Serbia supera il Settebello di Stefano Tempesti nella semifinale olimpica per 10-8 e così gli azzurri dovranno vincere con il Montenegro per conquistare il bronzo. Un inizio al fulmicotone per i giocatori serbi (campioni del mondo) che nei primi 11 minuti di gioco segnano 6 reti e mettono ko la formazione A questo punto coach Campagna cambia e al 3'43" del secondo tempo esce anche l'albatros pratese Tempesti alla sua quinta Olimpiade. L'Italia cerca di avvicinare i serbi con le reti di Gallo e Velotto per il 2-6 ma poi le distanze rimangono sempre molto ampie anche perché la Serbia difende in modo impeccabile mentre gli azzurri non riescono a segnare con l'uomo in più. Finisce con il recupero, almeno nel punteggio del settebello, ma saranno i serbi a disputare la finale per l'oro contro la Croazia mentre il team capitanato da Tempesti e allenato da Campagna giocherà per il bronzo contro il Montenegro domani alle 18.
Gli sportivi pratesi cercheranno di consolarsi tifando per Chiara Tabani, in finale con la nazionale di pallanuoto femminile. Difesa, attacco e cuore questa è la ricetta del setterosa allenato da Fabio Conti che ora sogna il metallo più prezioso delle Olimpiadi nella pallanuoto femminile. Stasera alle 20,30 la formazione che vede in squadra la pratese Chiara Tabani (calottina numero due) affronta la formazione americana che ha superato l'Ungheria in semifinale. Cinque vittorie consecutive ed ora la partita che può riportare l'oro in Italia dopo la vittoria ad Atene 2004. Proprio in Grecia una delle protagoniste è stata il portiere della Prato Waterpolo dello scorso anno Elena Gigli compagna di squadra di Chiara Tabani. «Vincere un'Olimpiade è qualcosa di unico e fantastico - spiega Gigli - io come Chiara ero la più giovane e quindi capisco cosa si prova a giocare certe gare. Chiara è stata incredibile perché nel momento più importante del match ha segnato un gol fondamentale sul 2-2 e poi con una colombella da lontano ha mantenuto le distanza dalle russe. Ma quello che mi ha fatto ricordare la nostra vittoria e la stessa grinta e determinazione che hanno loro e che avevamo noi. La Di Mario è una grande capitana e conosce come affrontare questi match». L'hai sentita ? «Direttamente no ma tramite social ci siamo scambiate qualche messaggio - continua Gigli - le ho fatto un grosso in bocca al lupo per concludere questa Olimpiade con tutte vittorie. Coach Conti le ha dato fiducia e lei l'ha ricambiata. È stato molto bello dopo il gol quel gesto con il dito che ogni tanto lo fa anche in allenamento con noi. Vuol dire che era veramente al massimo e non aveva paura di niente. Tra l'altro era la nostra capitana e ci ha sempre dato forza e grinta in ogni gara". Stasera tutta la famiglia Tabani sarà a San Paolo a vedere la finale. «Come nelle precedenti gare ci ritroveremo tutti insieme con cugini e nipoti - spiega il padre di Chiara - e tiferemo per il setterosa e per Chiara».
Vezio Trifoni
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