Il Tirreno

Prato

Sport, Prato è in mezzo al guado

di Vezio Trifoni
Sport, Prato è in mezzo al guado

Nella classifica del Sole 24 Ore la provincia risale al 59° posto, ottava in Toscana

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PRATO. Lo sport pratese risale l'indice di sportività del Sole 24 Ore e dalla 70ª posizione del 2015 raggiunge la 59ª nel 2016. È un dato che comunque mette la provincia pratese a metà strada tra le 110 provincie italiane, mentre a livello toscano è solamente ottava su 10. I dati non tengono conto dell'impiantistica sportiva e quindi questo risultato, se dovesse andare a pesare anche questo aspetto, sarebbe senz'altro peggiore.

Nello specifico vengono presi in considerazione 4 macro indicatori, uno generale (che ha un peso del 10% sul totale) che valuta le società e i dirigenti, i tesserati e gli atleti olimpici mentre gli altri tre (ognuno per un valore del 30%) prende in considerazione gli sport di squadra, gli sport individuali e un paniere composto da sport e società. Il dato peggiore è proprio lo sport di squadra dove ci collochiamo al 79° posto in Toscana davanti alla sola Arezzo (84°). Risaliamo negli sport individuali con il 39° posto dove abbiamo dietro Grosseto e Massa mentre nella graduatoria per sport e società legata alla formazione, agli sport femminili e agli enti di formazione sportiva siamo 69° davanti sempre ad Arezzo, Pistoia e Massa.

Lo sport che eccelle a Prato è il tennis con il 2° posto assoluto dietro a Genova grazie ai risultati delle squadre del Tc Prato in A1 che hanno conquistato lo scudetto nel femminile e la semifinale nel maschile.

«A Prato c’è sicuramente necessità di investire nell’ambito sportivo, rispetto agli ultimi dati registriamo un lieve miglioramento ma questo non significa che possiamo stare tranquilli - spiega il delegato allo sport del Comune di Prato Luca Vannucci - Questi dati devono stimolarci a fare ancora di più. Evidenziano infatti che nei comuni dove l’investimento sullo sport negli ultimi anni è stato molto importante, come ad esempio Firenze, i risultano si vedono. Durante questi mesi abbiamo dato spazio ai problemi degli impianti e l'investimento sarà importante. Ora ci concentreremo di più sulle associazioni sportive e i tanti volontari che ruotano intorno al mondo sportivo».

«Io non credo molto a indicatori statistici, che siano sportivi o legati allo stile di vita - spiega Massimo Taiti, delegato Coni di Prato - La vocazione sportiva di Prato esiste anche con problemi strutturali che arrivano da lontano. Nel 1990 con i Mondiali in Italia Prato non è stata toccata da nessun investimento e da quel momento siamo stati bravi a sviluppare sport dove si richiedeva meno la parte impiantistica. Per esempio non capisco il 16° posto nel rugby con quattro campi dedicati (Iolo, Galilei, Coiano e La Pietà) e un movimento giovanile di altissimo livello».

«Prato sta vivendo una fase difficile a livello economico e questo si sta ripercuotendo anche sulle associazioni - spiega Vannucci - che hanno difficoltà a reperire i fondi per gestire campionati di alto livello come la serie A1. Altre città hanno lo stesso problema e faccio l'esempio del basket a Bologna o della pallavolo femminile a Modena. Non è una scusa ma deve essere uno stimolo perché non risucceda e il fatto che il calcio a 5 sia tornato in A2 e la stessa Pallamano Prato possono essere dei sintomi positivi per il movimento pratese oltre al rugby e al calcio».

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