Il Tirreno

Prato

«I grandi campioni al mio microfono»

«I grandi campioni al mio microfono»

Il giornalista sportivo pratese Fabrizio Biondi festeggia 40 anni di carriera. Un breve viaggio nel suo album di ricordi

3 MINUTI DI LETTURA





PRATO. Per Fabrizio Biondi, giornalista sportivo pratese che ha intervistato tutti i campioni del ciclismo e non solo, scattano i 40 anni di carriera. Proprio alla vigilia delle Olimpiadi di Rio, lui che ne ha seguite quattro una per TeleCapodistria e tre per Telemontecarlo, può ricordare i tanti momenti che hanno costellato una carriera che è iniziata a fine '75 a Radio Prato e che continua adesso sempre con Tv Prato.

«Il cuore è nella mia città dove ho iniziato - spiega Biondi - ho corso in bicicletta fino alla categoria Dilettanti e la passione per questo sport c'era. Dopo gli esordi con Tele Toscana 1 ho avuto la fortuna di andare a Canale 48 di proprietà della famiglia Pontello dal ’77 all'82 da lì Italia 1 di Rusconi e nell'83 grazie a Guelfo Marcucci ho avuto uno spazio nazionale con Tele Elefante dove seguivamo le corse italiane e facevamo anche concorrenza alla Rai e nell'84 siamo stati la prima tv privata a fare il Giro d'Italia. A fine ’87 Marcucci vende a Berlusconi e dall'88 sono a Capodistria con contratto Fininvest nelle reti Canale 5, Italia 1 e Rete 4. Purtroppo dura poco perchè la Rai non diede più il segnale per il Tour de France 88 a Capodistria e invece di proseguire a Milano scelsi di tornare in Toscana a Rete Mia con Mendella dall'89 al 91. Poi dal 94 al 2009 il rapporto con Cecchi Gori in Telemontecarlo e Canale 10 che è stata per me una grande scuola». Iniziano le Olimpiadi e nell'88 a Seul sei stato anche inviato ? «A Seul per Capodistria ero in Corea ed ho visto vincere Olaf Ludwigh, a quell'epoca correvano solo i dilettanti - continua Biondi - poi nel ’96 ad Atlanta i tanti servizi su Martinelli e la Belluti nei Tg Mediaset, nel 2000 a Sidney la vittoria di Ulrich e la grande soddisfazione nel 2004 con l'affermazione di Bettini ad Atene. Speriamo che Ulissi, che ho visto correre fin da piccolo, possa fare un grande risultato». Non solo ciclismo nelle tue interviste ? «Nell'86 per Elefante Tv intervistai Michel Platini a Villa Sassi a Torino - continua Biondi - grazie a un conoscente entrai a Villa Sassi e andai diretto da Platini che senza problema mi concesse l'intervista. Altri tempi rispetto ad oggi. Nel '78 per Canale 48 a una Coppa Sabatini Francesco Moser, che era campione del mondo, era fradicio e per non disturbarlo mi stavo quasi allontanando e fu lui a dirmi me la fai l'intervista sì o no».

Mitica fu quella al pirata Pantani nel ’98 ? «Ero a TeleMontecarlo e i ciclisti italiani al Tour de France di quell'anno avevano l'esclusiva con la Rai - dice Biondi - io Pantani l'avevo seguito da Dilettante e mi conosceva bene e ad un certo punto mi dice voglio fare l'intervista con te. Allungammo il filo e parlò al mio microfono».

Quella più particolare? «Con il presidente Squinzi nel '93 - conclude Biondi - all'epoca Marco Giovannetti, un corridore molto forte, era sul mercato ed era un amico. Mapei voleva entrare nel ciclismo e scelse proprio Giovannetti che mi dice di intervistare il presidente Squinzi. Ma la cosa bella è che prima di intervistarlo mi disse "Mi dia una mano" Da lì ho capito che avevo fatto la scelta giusta». I tuoi primi 40 anni ? «Sono tornato alla televisione del cuore dove non avevo mai lavorato - conclude Biondi - insieme a mio figlio Massimo che spero possa continuare questa passione che mi ha dato tanto».

Vezio Trifoni

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa