Il Tirreno

Prato

Medicea, la vintage in bici ammalia 150 atleti

Medicea, la vintage in bici ammalia 150 atleti

Partenza suggestiva con abiti dei tempi andati e due ruote d’epoca. Numerosi i ristori sulle colline

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PRATO. Più di 150 gli appassionati ciclisti del vintage hanno partecipato a La Medicea. Due giorni dove si è tornati ai fasti del ciclismo degli anni d’oro con una colonna sonora degli anni 30 che ha coinvolto gli spazi espositivi in Piazzale del Ponzaglio e le tante biciclette storiche che hanno percorso tre tragitti di 38, 57 e 83 km. La partenza è stata molto suggestiva con i ciclisti vestiti con abbigliamento d'altri tempi e le biciclette da corsa d'epoca (cambio al telaio, gabbiette fermapiede e abbigliamento di lana) che provavano a scattare. Tanti i ristori lungo i tragitti prescelti dove sono stati molti i partecipanti a fermarsi ad osservare le splendide colline dei luoghi medicei. «E' un aspetto del ciclismo diciamo di nicchia - spiega Luca Vannucci, delegato allo sport del Comune di Prato - ma che sta riscuotendo tanto successo e che porta tanti appassionati nel nostro territorio. Prato è al centro dell'Italia e può essere davvero un facile ritrovo per anche le mostre scambio che la Bisenzia potrà organizzare». «E' stata la 2° prova della Coppa Toscana Vintage e il 4° Memorial Enzo Coppini - spiega Federico Bellocci, vicepresidente della Bisenzia - è andato tutto bene e i percorsi sono piaciuti molto. Il corto non ha toccato il Montalbano, ma solo la zona di Montemurlo, mentre quello medio e soprattutto quello lungo hanno testato i corridori con la salita del Seano e quella della Serra con i più impavidi che hanno superato l'arrendevole per giungere ad Artimino dove hanno degustato ottimo vino e fatto un bel ristoro. La nostra ciclomerenda, una biciclettata fino a Canneto, è stata molto gradita e anche la visita alla Badia di Vaiano con "Ti porto al Museo" è stato un evento complementare molto importante inserito nel progetto Pratorace». La manifestazione ha avuto come trait d'union il nome di Enzo Coppini con la quarta edizione del Memorial. «L'abbinamento tra la corsa storica e il nome di mio nonno è un valore aggiunto - spiega il nipote Massimo Santoni - perchè mio nonno ha sempre creduto nelle corse storiche e questa ricalca gli anni in cui ha corso a livello professionistico con tanti risultati importanti e con i colori di Prato». «La Toscana è sempre bella ma questi luoghi sono suggestivi in bicicletta - spiega Franco da Verona - l'arrendevole è una salita incredibile e averla potuta fare con le biciclette storiche è qualcosa di unico. Poi arrivare in cima ad Artimino e vedere quello spettacolo ripaga degli sforzi precedenti. Davvero una corsa unica e che ti fa scoprire dei paesaggi mozzafiato». Al termine sono state consegnate coppe e trofei ai ciclisti con abbigliamenti particolari e alle biciclette storichepiù tradizionali oltre a un premio speciale, consegnato dalle figlie, in onore di Enzo Coppini.

Vezio Trifoni

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di Redazione web