Gioco
«Il giorno più bello della mia carriera calcistica»
Una domenica di grandi emozioni per l’allenatore che è riuscito in un’impresa quasi impossibile
PRATO. Il Prato centra una salvezza incredibile e il merito è molto di mister Malotti.«E' bello esser riusciti a centrare una salvezza così - spiega un esausto Malotti - ci siamo riusciti perchè abbiamo messo voglia, determinazione e passione». Come ci è riuscito ? «Bisogna portare dentro lo spogliatoio una forza interiore che i ragazzi sapevano di avere ma non riuscivano a esprimerla - continua Malotti - avevamo fatto vedere questo spirito in altre occasioni ma questa era la gara più importante. E' una squadra che ha cuore, ora giocano per un'ideale, per quello che vuol, dire giocare insieme». Interviene capitan Ghinassi.« E' stato un anno pieno di emozioni che si è concluso nel migliore dei modi - spiega capitan Ghinassi - voglio ringraziare i miei compagni e il mister oltre ai tifosi che ci hanno dato sempre una mano e ci sono stati vicini nei momenti più difficili». Malotti continua a spiegare. «Il Prato è una squadra giovane dove il 50% della rosa ha giocato per la prima volta in questa categoria - spiega Malotti - da quando ho preso questa squadra sono arrivate subito due sconfitte e abbiamo sbagliato solo un tempo contro la Lupa Roma. Dall'altra parte nelle ultime tre partite casalinghe abbiamo fatto sempre tre gol. Questo dimostra che la squadra è si giovane ma ha qualcosa di importante sia a livello caratteriale che tecnico». Hanno giocato anche per lei? «Non per me ma per loro - dice Malotti - non ci sono parole per dire quello che hanno fatto. In questa partita così importante ho visto qualità sia nelle azioni che nelle giocate. Gente che correva anche con i crampi e che ha dato tutto». E ora ? «Voglio godermi il giorno più bello della mia carriera calcistica - dice Malotti - non so se rimarrò ma quasi sicuramente no. Ho chiesto ai giocatori qualcosa di più e avrei paura di tradirli quando dovrò fare delle scelte solo tecniche. Ora sono solo contento e se allenerò in Promozione o in Lega Pro cercherò di essere sempre me stesso». I pratesi le hanno tributato un grande applauso «" Io devo ringraziare Prato perché quando è terminata la partita ho avuto dentro una gioia incredibile - dice Malotti - ho toccato con mano cosa significa la felicità. Molti erano scettici sul mio arrivo sulla panchina del Prato perché fino al giorno prima che Toccafondi mi chiamasse avevo portato le pizze ai tavoli del ristorante ma se credo in un progetto metto la mia passione».
Vezio Trifoni
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