Sicurezza
La salvezza nelle mani di Malotti
Il Prato affidato al tecnico fiorentino che ha fama di “sergente di ferro”. Lo scorso anno ha guidato la Sangiovannese
PRATO. È' Roberto Malotti, 53 anni, fiorentino doc, tecnico esperto e grande motivatore il nuovo tecnico del Prato che va a sostituire Alessio De Petrillo che è stato esonerato do la sconfitta casalinga di domenica contro il Rimini. Dopo una lunga esperienza nei campionati dilettanti approda alla Lega Pro per la prima volta e ha voglia di fare bene per l grande occasione dell vita. Fama di sergente di ferro, nel corso della sua carriera iniziata 22 anni fa in Eccellenza a Grassina, ha guidato per molte stagioni la Sestese, Poggibonsi e Sangiovannese in Serie D, lasciando l' ultimo incarico lo scorso anno per dedicarsi a tempo pieno alla propria attività di ristoratore. Per lui si tratta dunque della prima esperienza fra i professionisti, della quale si è detto entusiasta.
«Dopo l'ultima esperienza con la Sangiovannese in serie D mi ero dedicato alla mia attività commerciale dove ho oltre 100 dipendenti da tenere sotto controllo - spiega il tecnico fiorentino - ma alla chiamata del Prato non ho potuto rinunciare. Affronto questa nuova esperienza in un campionato professionistico con grande entusiasmo e metterò a disposizione della squadra la mia lunga esperienza maturata in questi anni».
Prima di tutto tanta grinta. «Cercherò di trasmettere ai miei giocatori grinta, concentrazione e serenità - ha continuato il neo-allenatore biancazzurro - Servirà tempo per apportare modifiche tattiche, ma resto fiducioso nei confronti delle potenzialità della rosa, stando all' ottimo girone d' andata disputato. E' presto per parlare di tattiche e moduli. Ora dobbiamo pensare ai prossimi impegni sul campo a partire dalla sfida di mercoledì a Macerata».
Un Prato che deve trovare una scossa ? «Io sono un allenatore abituato a subentrare e a cercare di risolvere situazioni difficili per questo il presidente del Prato mi ha chiamato - spiega Malotti - ora dovremo lavorare sulla testa dei ragazzi e su quello che sono stati capaci di fare. Bisogna andare oltre la tecnica e la tattica. Voglio subito guardare i ragazzi in faccia e che mi facciano vedere quello che sanno fare. Quando entro in campo tutto quello che c'è fuori per me non esiste e questa esperienza mi porterà a dormire poche ore a notte perché dedicherò tutto me stesso. Sono entusiasta e son davvero pronto a fare il bene del Prato».
Il tecnico dopo aver parlato negli spogliatoi alla squadra ha diretto il primo allenamento, mentre mercoledì mattina ci sarà un'altra seduta prima della partenza per Macerata dove domani alle 15 i biancazzurri affronteranno la Maceratese, terza forza del campionato.
VezioTrifoni
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