Il dolore
Il sogno olimpico di Innocenti
Il campione montemurlese di tiro a volo parteciperà ai Giochi di Rio 2016. Sono la sua terza Olimpiade
PRATO. «La gara più bella sarà quella che deve venire» dice il montemurlese, da generazioni, Marco Innocenti che farà parte della squadra olimpica di tiro a volo per i Giochi di "Rio 2016" e che per lui sarà la sua terza Olimpiade dopo quelle di Sydney 2000 e di Atene 2004. La squadra olimpica di "Double Trap" (specialità del tiro a volo) è stata selezionata da Mirco Cenci e sarà composta proprio da Marco Innocenti ( vincitore della Finale di Coppa del Mondo a Maribor nel 2004 e tre volte vice campione europeo a Zagabria nel 2001, a Brno nel 2003 ed a Suhl nel 2013 e in questo momento campione italiano in carica e quarto ai campionati europei) e da Antonino Barillà (Marina Militare) di Villa San Giuseppe (Reggio Calabria), medaglia d'argento ai Campionati del Mondo di Granada 2014 e medaglia di bronzo ai Giochi Europei di Baku nel 2015.
«Non pensavo di arrivare a conquistare di nuovo la qualificazione olimpica - spiega Innocenti - ma sono molto contento di avercela fatta e quando sei in gara cerchi di fare il massimo. Tra l'altro proprio in Quatar la scorsa settimana c'erano i migliori al mondo e sono riuscito a vincere questo gran premio internazionale che era un test di prova e mi ha dato molta tranquillità».
«Sono davvero molto felice per Marco e per la sua famiglia - spiega il sindaco Lorenzini - tutti i montemurlesi, come me, sono fieri di questo atleta che, ancora una volta, porterà il nome di Montemurlo nella più grande ed importante manifestazione sportiva: l'Olimpiade».
Una famiglia di tiratori ? « In famiglia c'è una tradizione infatti mia sorella Nadia si qualificò per le Olimpiadi di Atlanta ma non le fece e mia cugina Elena anche lei è a livello nazionale a Sidney sono uscito dalla finale per una folata di vento che è durata 5 minuti e che chi ha tirato in quel momento è stato sfortunato. Ora ci riprovo con una consapevolezza maggiore».
Lei è uno dei pochi che non fa parte di un corpo sportivo militare? «E' stata una scelta perché avevo il dubbio cosa fare dopo lo sport ho scelto di dedicarmi all'impresa di famiglia che è un armeria per continuare dopo quello che hanno creato i miei. Non è stato facile ma dopo questa qualificazione ritengo che sia stata una scelta giusta».
Le doti di un tiratore ? «Avere concentrazione e preparazione perché la gara dura 8 ore e l'arma pesa oltre 4 kg e bisogna utilizzarla circa 200 volte si tira all'aperto e basta una distrazione che metti in fumo anni di lavoro». Da qui a Rio qual è il suo programma? «Il primo appuntamento sarà a Brindisi per un Gran premio poi ad aprile andremo a fare la preolimpica a Rio valida come seconda prova di Coppa del Mondo poi a maggio San Marino, poi andremo in Azerbajan e l'ultimo appuntamento prima delle Olimpiadi sarà a Brescia per il Campionato Europeo». Ringraziamenti ? «Alla mia famiglia e a mia moglie Francesca, alle istituzioni, alla Fitav con il presidente Luciano Rossi e al dottor Calistri di Careggi che in un mese mi ha rimesso a posto dopo un operazione all'ernia ombelicale. E' dal 1993 che tiro e la mia prima gara l'ho fatta nel '95 in Finlandia a Lathi. Dopo 20 anni il sogno è possibile».
Vezio Trifoni
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