Il Tirreno

Prato

«Per far crescere il rugby, lavorare sui giocatori»

Rima Wakarua
◗
Rima Wakarua

Rima Wakarua parla dei piani futuri del Cavalesto e critica gli scarsi investimenti sulla “base”

2 MINUTI DI LETTURA





PRATO. Con l’Unione Cavalieri Prato Sesto a un passo dalla pool promozione, Prato può ritornare a sognare l’Eccellenza rugbistica. Da 4 anni Rima Wakarua, con Luis Otano allena il Cavalesto, ora al secondo posto in seria A. Rima da Auckland, Nuova Zelanda è tra i giocatori stranieri ad avere avuto più successo in Italia

Mancano pochi punti ad una nuova qualificazione ai playoff, un risultato molto positivo che garantisce la salvezza, obiettivo minimo di stagione, come vi state preparando?

«Il mio obbiettivo dal primo giorno - dice Wakarua - è stato la crescita dei giocatori per creare una base più larga e più solida. La posizione in classifica è positiva, ma non devo distogliere l’attenzione dalla crescita reale che è quella alla base del movimento».

Cinque acquisti di qualità dall'anno scorso e l'inserimento graduale di ragazzi interessanti provenienti dal vivaio, una età media molto bassa, cosa prevedi nella seconda parte della stagione?

«Ci siamo preparati per tutte le eventuali situazioni. Abbiamo sempre considerato che il futuro è nel miglioramento dei giocatori e la loro capacità di capire come giocare. Per andare avanti serve la crescita individuale e collettiva».

E’ a Prato da quasi 7 anni, come vede l'evolversi del movimento a livello tecnico, strutturale e partecipativo?

«A Prato la situazione del rugby è simile a quella generale italiana. Se guardassimo solo le statistiche non ci sarebbero dubbi sul fatto che c’è da migliorare. Per migliorare ci dovrebbero essere più investimenti sulla base, è inutile investire su un tecnico di alto livello se poi si lavora male dai 5 ai 10 anni. Investire sulla formazione sarà l’unica cosa che colmerà il gap con le nazioni più evolute rugbisticamente, e anche a Prato deve esser così. La formazione dei propri ragazzi deve esser prioritaria sugli acquisti dei giocatori già pronti».

Dove vorrebbe intervenire per un miglioramento?

«Dobbiamo chiederci se il rugby in Italia stia andando nella direzione giusta. Se la risposta è sì credo che le opportunità che ho in Italia sono limitate. Ci deve essere una più ampia apertura mentale per effettuare i cambiamenti e senza questa apertura non credo si vada lontano. Per migliorare serve tempo, pianificazione per il futuro senza preoccupazione sui risultati a tempi»

 

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa