Il Tirreno

Prato

«Il peggio è passato e i sacrifici pagano»

Il Cavalesto riporta in alto il rugby pratese dopo l’anno nero Parla il tecnico Luis Otano: «Giocare a Iolo è un incentivo»

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PRATO. Si chiude il 2015 e la sosta del campionato di serie A permette di fare un bilancio dell’anno rugbistico dei Cavalieri Union Prato Sesto con l’allenatore Luis Otano.

La presenza nella pool promozione dello scorso campionato è stata l’ottimo antipasto del secondo posto attuale che consentirebbe un nuovo accesso alla fase a playoff, dove individui i fattori di svolta?

«La continuità del lavoro negli anni, la pazienza nell’aspettare i risultati, i sacrifici continui in allenamento sono le chiavi per ottenere questi risultati. Siamo stati fortunati anche con i cinque nuovi acquisti che hanno portato maggiore qualità».

Risultati come giusto da valutare non nel corso della stagione, ma nel quadro d’insieme per avere la giusta realtà.

«Si, abbiamo attraversato momenti che avrebbero potuto far presagire il peggio, ma le nostre idee erano chiare, il lavoro era programmato sul futuro, se ora siamo al secondo posto è perché abbiamo avuto il tempo per perdere 13 partite consecutive dando spazio ai giovani che adesso sono più esperti e maturi».

Otano da oltre 14 anni a Prato è stato l’anima dei Cavalieri Prato sia in campo che nello staff tecnico e oggi di fronte alla opportunità colta dall’Unione di giocare sul suo ex stadio Chersoni non nasconde la propria soddisfazione.

«Giocare a Iolo è un incentivo, spostarsi dal campo Querceto di Sesto è stato un passaggio obbligatorio per continuare a crescere anche sportivamente. Nostro obiettivo è riavvicinare tanti appassionati che nell’ultima stagione si erano allontanati dalla realtà rugbistica di Iolo». Un’eredità non facile per una società che progressivamente cerca di creare un ambiente che non ripercorra gli errori dei predecessori. Il calendario alla ripresa offre uno scontro diretto per la qualificazione alla pool playoff, la matematica non garantisce ancora la qualificazione ai sestopratesi che se la vedranno con il Recco, finalista del campionato appena sei mesi fa, obbligato a vincere per evitare la pool retrocessione. Dice Otano: «Prepareremo la partita come sempre, cercando di consolidare il nostro gioco, di diminuire gli errori e di crescere ancora sotto l’aspetto mentale».

Niccolò Tempestini

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