La protesta
La rinascita di Corinna, la donna delle finali
Aveva smesso di giocare a tennis, poi ci ha ripensato: "Troppe pressioni, ora ho imparato a giocare per me stessa. E voglio entrare tra le prime cento del mondo"
PRATO. La formazione femminile del Tennis club Prato è riuscita a raggiungere la sua sesta finale consecutiva e proprio le due atlete più rappresentative della squadra capitanata da Carla Mel, Corinna Dentoni e Maria Elena Camerin, hanno conquistato la vittoria nel doppio di semifinale contro il Tc Parioli Roma. Per entrambe sarà la loro sesta volta e venerdì 4 e sabato 5 dicembre saranno di nuovo le protagoniste nelle finali scudetto al Palaterme di Montecatini. Chi è al Tc Prato da quando giocava l'under 14 è Corinna Dentoni, che dopo un periodo buio dove addirittura aveva quasi smesso di giocare, è tornata ancora più forte. Soprattutto negli ultimi mesi ha dimostrato di essere una giocatrice ancora importante con una vittoria e una finale in tornei internazionali
«Sono molto contenta, quando gioco con il Tc Prato è come stare a casa e riesco sempre a dare il massimo - spiega Corinna - Vincere il doppio che ci ha permesso di rigiocare una finale scudetto è stato per me una grande soddisfazione. Questo campionato lo sento tanto perché giocare con questi colori è qualcosa di unico e ho delle sensazioni particolari, è difficile poterle esprimere. Siamo una squadra molto unita con un capitano eccezionale. Siamo tutte amiche e cerchiamo di darci mano una con l'altra. Quest'anno hanno giocato anche le ragazze più giovani e secondo me questa è la forza del Tc Prato che riesce sempre a dare continuità alla squadra».
Il momento difficile è passato?
«Sì, sono più tranquilla. A un certo punto avevo smesso perché sentivo che non avevo più la motivazione di giocare, viaggiare, andare per i tornei... La cosa mi stava scivolando di dosso ed è lì che ho deciso di lasciar perdere, con l'intenzione di non voler più ricominciare. Ho passato due mesi interi senza toccare la racchetta, poi ho giocato per divertimento qualche partitella ed il campionato a squadre dello scorso anno e da lì mi è ritornata la voglia. Ho imparato a giocare solo per me stessa e sono tornata a divertirmi mentre gioco. Ho ancora gli obiettivi di prima, come entrare nelle prime 100 del mondo e di non smettere di migliorarmi però ora sono libera da quella pressione che mi faceva stare male in campo. Giocavo per gli altri e non per quello che è lo sport. Tutti si aspettavano sempre che io facessi chissà cosa ed alla fine allora mi sono detta “no, basta"».
Ma poi la passione per il tennis ha prevalso.
«Sì, l'ho capito da sola quello che dovevo fare. Ho provato a guardarmi intorno e vedere se c'era l'occasione di trovare un altro lavoro, ma alla fine ho lasciato perdere perché intraprendere un lavoro che magari neppure mi piace non era ciò che volevo fare della mia vita. Ecco dunque che ho ricominciato. Ora potrò giocare di nuovo una finale scudetto tra l'altro in Toscana a Montecatini vicino a casa. Spero che siano in tanti i nostri supporter e che ci siano tanti appassionati. Sarebbe bello rivincere il titolo come è successo due anni fa a Rovereto. Io ci credo e sono sicura che se mettiamo tutta la nostra forza possiamo anche essere favorite. L'importante è esserci e giocare questa sfida».
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