Gioco
Mister Settesoldi «Questo Montemurlo vuole volare alto»
Oggi al campo Nelli l’amichevole contro il Pontedera Ufficializzato l’arrivo del centrocampista Ciro Danucci
PRATO. Sarà la gara amichevole contro il Pontedera, una delle squadre rivelazioni della Lega Pro a misurare per prima le ambizioni del Jolly Montemurlo, rendendo imperdibile per gli abitanti all’ombra della Rocca, la gara che andrà in scena all’Ado Nelli oggi alle 17.30. Un’occasione importante per tutti specialmente in ottica del futuro campionato viste le grandi intenzioni costruite dalla nuova dirigenza per Simone Settesoldi, allenatore ritrovato e fortemente rivoluto.
Un ritorno importante, non solo per il Jolly Montemurlo, ma anche per lei.
«Sono felice, la nuova linfa che alimenta la società è sintomo di grande voglia ed entusiasmo e il fatto che abbiano richiamato il sottoscritto è motivo di grande soddisfazione, anche perché stiamo costruendo la squadra per affrontare un campionato con aspettative diverse dalle salvezza e questa nuovo obiettivo di stare nella parte alta della classifica ci carica ulteriormente e non vediamo l’ora di partire per affrontare questa dimensione nuova per Montemurlo».
Cosa ha provato quando è stato richiamato da Gabriele Nesi?
«La verità è una sola, al di là della mia reazione alla notizia dell’esonero, il presidente Gabriele Nesi nel proseguo del campionato, mi ha sempre dimostrato stima e soprattutto confermato che è dovuto sottostare alle decisioni imposte dalla cordata che stava subentrando; all’inizio è stato difficile da accettare, ma appena Gabriele Nesi ha potuto scegliere di nuovo con autonomia mi ha proposto subito all’attuale dirigenza e questo conferma la fiducia nei miei confronti».
La complicata situazione societaria alla fine del campionato ha messo in allarme i giocatori, tanto che molti di loro hanno preferito andare via; avrebbe voluto includere qualcuno “dei suoi” in questo nuovo ambizioso progetto? «Diciamo che quando sono arrivato ormai la situazione era compromessa e molti si erano già orientati verso altre strade; abbiamo comunque provato a fare il necessario per mantenere quei giocatori che avrei avuto piacere rimanessero, Raimondo Mazzanti e Di Vito in particolare, ma oramai avevano già preso accordi con altre squadre e non siamo riusciti ad includerli nel nostro nuovo progetto. Comunque la caratura tecnica è di spessore superiore per il futuro campionato Com’è consueto e normale, sarà il campo a dire la verità e a confermarci o meno se abbiamo costruito la squadra giusta, qui si parla di dieci giocatori nuovi nella formazione e plasmare un gruppo non è così scontato, certo le prospettive sono quelle di sorprendere e stupire arrivando più in alto possibile».
Appunto, preferirebbe il girone dell’Emilia - Veneto o l’umbro - laziale?
«In entrambe i casi tutti e due i gironi presentano delle squadre fortissime, Parma a parte, Piacenza, Forlì, Rovigo sono state costruite in anticipo e con budget stratosferici, ma anche l’altro girone con Rieti, Poggibonsi, Massese, Gavorrano e Foligno presentano delle corazzate contro le quali sarà comunque ardua spuntarla, quindi non so, il girone alla fine, è relativo.
Quale differenza c’è tra giocare per salvarsi e giocare per vincere?
«Per riassumere, credo di poter usare un eufemismo: “quando si gioca per salvarsi si possono attendere gli eventi, invece se giochi per vincere devi crearli».
Intanto il Jolly ufficializza anche il giocatore dai piedi buoni che mancava al centrocampo, si tratta di Ciro Danucci, proveniente dal Brindisi come Hernan Molinari. Adesso che anche l’ultimo tassello è stato inserito, rimane solo da coinvolgere e convincere il pubblico che osserverà il mosaico biancorosso nella stagione 2015/2016.
Emanuele Vattiata
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