Sicurezza
Prato-Abetone, ciclista positivo all'antidoping
Il Coni ha pizzicato Francesco Roselli, che era arrivato decimo alla gran fondo del 12 luglio: tracce di metaboliti della cocaina
PRATO. La gran fondo Prato-Abetone e il doping: un'accoppiata che rischia di diventare una tradizione. Non certo per colpa degli organizzatori, quanto dei ciclisti amatoriali che sempre più spesso provano ad aiutarsi con sostanze proibite. Dopo i numerosi casi emersi l'anno scorso, oggi, 30 luglio, il Coni ha fatto sapere in una nota che, "a seguito degli esami eseguiti dal Laboratorio di Roma, è stato accertato un caso di positività. Nel primo campione analizzato, è stata rilevata la presenza di Benzoilecgonina ed Ecgonina Metilestere (metaboliti della cocaina) per Francesco Roselli, tesserato Uisp, al controllo in competizione disposto dal Comitato Controlli Coni-Nado, il 12 luglio 2015 all'Abetone, in occasione del 34° Gran Fondo Prato-Abetone". Roselli (Infinity Cycling Team) era arrivato decimo sul traguardo dell'Abetone, con un distacco di 5 minuti e 7 secondi dal vincitore Gianni Ugolini, a suo volta pesantemente contestato dal secondo, Marco Da Castagnori, che l'ha accusato di aver nascosto un motorino elettrico nella bici. Il risultato comunque è stato omologato.
[[atex:gelocal:il-tirreno:prato:cronaca:1.11764734:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.iltirreno.it/prato/cronaca/2015/07/12/news/giallo-e-polemica-al-traguardo-della-prato-abetone-1.11764734]]
Il numero relativamente alto di casi accertati di doping tra i ciclisti che hanno preso parte alla Prato-Abetone testimonia comunque che i controlli vengono fatti e dunque per il futuro che vorrà ricorrere all'aiutino dovrà sapere che in questa corsa c'è il concreto rischio di essere scoperti.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
